La frequenza con cui pulire filtro, condensatore e serbatoio di una asciugatrice non è un consiglio: è una informazione che il regolamento (UE) 2023/2533 obbliga il produttore a scrivere nel libretto. Abbiamo letto i libretti di cinque asciugatrici Bosch a pompa di calore e scoperto che l'indice del manuale, da solo, dice quale manutenzione vi aspetta per i prossimi dieci anni. Più i conti su quanta acqua state davvero maneggiando e sui ricambi che vi spettano per legge.
La domanda che si fanno tutti dopo i primi mesi con una asciugatrice a pompa di calore è sempre la stessa: ogni quanto va pulito il filtro, ogni quanto il condensatore, ogni quanto va svuotato il serbatoio. La risposta circola in rete in decine di versioni diverse, e quasi nessuna indica da dove viene il numero.
In realtà quella frequenza non è un consiglio: è una informazione che il produttore ha l'obbligo di scrivere nel libretto. Il regolamento (UE) 2023/2533, allegato II, impone che le istruzioni contengano la pulizia dei filtri con la frequenza ottimale, la procedura e le principali conseguenze di una pulizia carente. Il posto dove cercare la risposta, quindi, non è un blog: è il manuale che avete già in casa.
Questo articolo fa una cosa che il libretto non fa: mette a confronto i libretti di cinque asciugatrici a pompa di calore dello stesso produttore e mostra che la manutenzione richiesta cambia da modello a modello in modo prevedibile, che si capisce dall'indice del manuale prima ancora di comprare, e che quanta acqua state maneggiando si ricava con due moltiplicazioni dai dati di etichetta.
La risposta breve
Il filtro lanugine si pulisce al termine di ogni programma: è l'unica operazione davvero quotidiana e l'unica citata nel libretto come misura di risparmio energetico oltre che di sicurezza antincendio. Il serbatoio della condensa si svuota a fine ciclo, o quando la macchina mette il programma in pausa per chiedervelo, a meno che non abbiate collegato il tubo di scarico. Il secondo filtro, quello dell'unità di base, esiste solo su alcuni modelli e si pulisce quando compare l'avviso sul display: sulle macchine attuali il libretto dice esplicitamente che non serve farlo dopo ogni asciugatura.
Il condensatore vero e proprio, invece, non va toccato. Su una asciugatrice a pompa di calore l'assistenza Bosch scrive che l'operazione di pulizia deve essere eseguita da professionisti. Tutte le guide che vi spiegano come estrarre e sciacquare il condensatore di una pompa di calore stanno descrivendo una macchina diversa dalla vostra.
Che cosa trovi in questa guida
Perché la frequenza giusta è scritta nel libretto
Dal 1 luglio 2025 le asciugabiancheria per uso domestico vendute in Europa rispondono al regolamento (UE) 2023/2533 sulla progettazione ecocompatibile, che ha sostituito il vecchio regolamento 932/2012. Fra gli obblighi di informazione, l'allegato II elenca le operazioni di manutenzione che le istruzioni devono coprire. Una per una.
| Lettera | Che cosa il libretto deve spiegare |
|---|---|
| a) | Installazione corretta, messa a livello, collegamenti elettrici e idraulici |
| b) | Pulizia dei filtri, compresa la frequenza ottimale, la procedura e le principali conseguenze di una pulizia carente |
| c) | Svuotamento del serbatoio dell'acqua, per le macchine a condensazione non collegate allo scarico |
| d) | Pulizia periodica, compresa la frequenza ottimale |
| e) | Apertura dell'oblò fra un ciclo e l'altro, quando opportuno |
| f) | Rimozione di oggetti estranei |
| g) | Significato degli errori e interventi richiesti, compresi quelli che richiedono assistenza professionale |
| h) | Come accedere ai servizi professionali di riparazione |
La stessa lettera b) contiene una prescrizione che quasi nessuno conosce: le istruzioni devono indicare che la lanugine va gettata nel secchio dell'immondizia e non sciacquata nello scarico, per evitare di diffondere microplastiche nel sistema delle acque reflue. Non è una buona pratica consigliata da qualcuno: è scritta in un regolamento europeo, e infatti compare parola per parola nei libretti Bosch che abbiamo letto, con tanto di suggerimento di filtrare l'acqua di lavaggio del filtro attraverso un filtro da caffè.
Il motivo per cui l'Unione europea si è occupata di manutenzione è dichiarato nei considerando del regolamento stesso: la durata di vita delle asciugabiancheria domestiche si è ridotta da 14 a circa 12 anni, e la tendenza è destinata a continuare in mancanza di incentivi a una adeguata attività di manutenzione e riparazione.
Il filtro lanugine: dopo ogni ciclo, e non è un consiglio
Sulle cinque macchine che abbiamo esaminato il filtro lanugine è in due parti, alloggiate nel bordo dell'oblò, e la procedura del libretto è identica: aprire l'oblò, togliere la lanugine dall'interno, estrarre le due parti del filtro una dopo l'altra, liberare la cavità facendo attenzione che la lanugine non entri nel condotto dell'aria, aprire entrambi i filtri e rimuovere la lanugine, lavarli a fondo sotto acqua calda corrente e asciugarli prima di rimontarli.
Il libretto chiede di farlo al termine di ogni programma di asciugatura, oppure quando durante il funzionamento compare l'avviso sul display. Le ragioni sono tre, e sono tutte scritte nelle istruzioni.
La prima è la sicurezza: sotto l'avvertenza pericolo di esplosione il manuale scrive che i resti nel filtro lanugine potrebbero incendiarsi durante l'asciugatura, e prescrive di pulire regolarmente il filtro. La seconda è il consumo: la pulizia del filtro compare nel capitolo risparmio energetico, accanto al centrifugare prima di asciugare e allo sfruttare il carico pieno. La terza è il funzionamento: se l'apparecchio non viene pulito come descritto, il funzionamento può essere compromesso.
Vale la pena insistere su un punto di metodo. Bosch dichiara sulle proprie pagine ufficiali che solo il 50 per cento dei proprietari di asciugatrici esegue regolarmente questa pulizia dopo ogni carico, e che questa tendenza produce effetti negativi sui risultati dell'asciugatura e sull'efficienza, perché il consumo energetico è maggiore se i filtri non vengono puliti. È una ammissione utile, ma resta qualitativa: non esiste un coefficiente pubblicato che dica di quanto cresce il consumo con il filtro sporco, e non siamo noi a inventarlo.
Il secondo filtro, quello dell'unità di base
Qui le macchine si dividono. Su tre dei cinque libretti esiste un capitolo intitolato sistema di filtraggio dell'unità di base: è il materiale filtrante alloggiato dietro lo sportello di manutenzione in basso, davanti allo scambiatore di calore. Si pulisce aprendo l'unità di base, togliendo con cautela il materiale filtrante dai supporti, spazzolando la copertura dello scambiatore con una spazzola morbida, accertandosi di rimuovere tutto lo sporco dalla guarnizione, e lavando il materiale filtrante sotto acqua corrente calda senza detergenti, strizzandolo a mano.
Ed è qui che il libretto dice la cosa più interessante di tutte. Testuale: se durante il funzionamento sul display compare un avviso, pulire il sistema di filtraggio al termine del programma; è possibile pulire regolarmente il sistema di filtraggio senza che compaia l'avviso; non è necessario pulire dopo ogni asciugatura.
Non c'è un intervallo. Non c'è un numero di cicli. Sulle macchine attuali la frequenza ottimale richiesta dal regolamento viene soddisfatta da un sensore che accende una spia, non da una tabella. Il numero che continua a circolare, ogni 20 carichi oppure ogni 60 ore di asciugatura, è un dato che Bosch pubblica per il proprio filtro EasyClean e che poggia su una base di calcolo dichiarata: 160 cicli all'anno nel programma standard per il cotone secondo il regolamento UE 392/2012, cioè una norma di etichettatura superata. Prendetelo per quello che è, un ordine di grandezza, non una prescrizione.
Sulle altre due macchine, invece, quel capitolo non esiste proprio. Non c'è niente da pulire perché non c'è niente da aprire.
Il condensatore: che cosa potete pulire e che cosa no
La confusione nasce da un equivoco di nomi. Nelle vecchie asciugatrici a condensazione il condensatore era un blocco estraibile, da sfilare e sciacquare periodicamente sotto il rubinetto: quasi tutte le guide in circolazione descrivono quella macchina. Nelle asciugatrici a pompa di calore lo scambiatore di calore fa parte del circuito frigorifero e non è estraibile.
Quello che il libretto vi autorizza a fare sull'unità di base è limitato e descritto con precisione: pulire la copertura dello scambiatore con una spazzola morbida, pulire l'apertura con un panno morbido e umido, e togliere lo sporco visibile. Accanto, una avvertenza pericolo di taglio: i bordi taglienti sullo scambiatore possono causare ferite, non toccare le lamelle.
Sul resto la posizione del produttore è netta. La pagina di assistenza italiana dedicata alla pulizia del condensatore dell'asciugatrice scrive che l'operazione di pulizia deve essere eseguita da professionisti e rimanda al servizio clienti. Tradotto: la pulizia delle lamelle dello scambiatore di una pompa di calore non è manutenzione ordinaria dell'utente.
Va aggiunto un dettaglio che riguarda la sicurezza e che pochi collegano alla manutenzione. Tutte e cinque le macchine usano refrigerante R290, cioè propano. Il libretto lo dice chiaramente sotto pericolo di incendio: non è nocivo per l'ambiente ma è infiammabile e, a contatto con fiamme libere o altre fonti di accensione, potrebbe incendiarsi. È un'altra buona ragione per non improvvisare interventi dentro l'unità.
Il condensatore autopulente: che cosa cambia davvero
Due dei modelli che abbiamo esaminato dichiarano il condensatore autopulente. La descrizione ufficiale del produttore dice che queste macchine non richiedono la pulizia manuale del condensatore e mantengono un consumo energetico costante, perché il condensatore viene pulito automaticamente durante il processo di asciugatura.
La differenza pratica, letta sui libretti e non sulle brochure, è questa: sulle macchine con condensatore autopulente sparisce il capitolo del sistema di filtraggio dell'unità di base, e al suo posto compare un capitolo nuovo, il filtro del serbatoio dell'acqua di condensa. Durante l'asciugatura la lanugine finisce nell'acqua, e un filtro dentro il contenitore protegge l'apparecchio. Il libretto dice che quel filtro viene pulito automaticamente durante lo svuotamento del contenitore, e chiede solo di controllarlo regolarmente e di lavarlo quando è sporco, sotto acqua calda corrente o anche in lavastoviglie.
Una precisazione che Portos ritiene doverosa: il condensatore autopulente non è sinonimo di condensazione più efficiente. Nel nostro campione la macchina con la migliore efficienza di condensazione dichiarata, 91 per cento, è una di quelle con il filtro dell'unità di base da pulire a mano, mentre una delle due con il condensatore autopulente si ferma all'88. Sono due assi diversi: uno misura quanta acqua resta nel serbatoio invece che nella stanza, l'altro misura quanta manutenzione resta in carico a voi.
Come si capisce prima di comprare che manutenzione vi aspetta
Questo è il contributo più concreto di questa guida. Tutti i libretti Bosch sono scaricabili liberamente dalla pagina di ogni modello, prima dell'acquisto. L'indice del manuale, da solo, vi dice che cosa dovrete pulire per i prossimi dieci anni. Abbiamo verificato cinque modelli, tutti a pompa di calore, tutti con refrigerante R290.

La stessa informazione si legge nell'indice del libretto, scaricabile prima dell'acquisto.
| Modello | Condensatore autopulente | Capitolo sistema di filtraggio unità di base | Capitolo filtro del serbatoio | Programmi di trattamento cestello | Condensazione |
|---|---|---|---|---|---|
| WTH83208II, Serie 4, 8 kg | No | Sì, 11.11 | No | No | 83 per cento, classe C |
| WTH8521EII, Serie 4, 8 kg | No | Sì, 11.11 | No | No | 83 per cento, classe C |
| WQG233D0IT, 8 kg | No | Sì, 12.10 | No | No | 91 per cento, classe B |
| WQB245B0IT, Serie 8, 9 kg | Sì | No | Sì, 18.2 | Sì, capitolo 17 | 88 per cento, classe B |
| WQB246D0IT, Serie 8, 9 kg | Sì | No | Sì, 18.3 | Sì, capitolo 17 | 91 per cento, classe B |
La corrispondenza è perfetta su cinque casi su cinque, nei due sensi: dove c'è il condensatore autopulente manca il capitolo del filtro dell'unità di base e compare quello del filtro del serbatoio; dove non c'è, succede l'opposto. Prima di comprare, quindi, scaricate il libretto del modello che vi interessa e guardate l'indice. Se trovate sistema di filtraggio dell'unità di base, sapete che dovrete aprire lo sportello in basso, estrarre un materiale filtrante e lavarlo. Se trovate filtro del serbatoio dell'acqua di condensa, sapete che non dovrete farlo.
Due dei cinque modelli di questa tabella non sono a catalogo su OpportunityCommerce al momento della verifica, e li abbiamo inclusi solo come riscontro documentale. I tre realmente disponibili sono il WTH83208II a 544,00 euro, il WTH8521EII a 725,05 euro e il WQB245B0IT a 930,00 euro, prezzi rilevati il 6 ottobre 2026.
Il serbatoio: quanta acqua state maneggiando
Il libretto dice di svuotare il contenitore al termine del programma, oppure quando la macchina mette il ciclo in pausa e lo chiede sul display. Quella pausa a metà ciclo non è un difetto: è prevista dalle istruzioni, e si capisce perché guardando i numeri.
La condizione in cui sono misurati tutti i valori di etichetta è dichiarata nei valori di consumo del libretto: programma eco, umidità iniziale della biancheria 60 per cento, umidità finale 0. Significa che un carico pieno porta nel cestello 0,60 litri di acqua per ogni chilo di tessuto asciutto. Il resto è aritmetica.
| Carico pieno | Acqua estratta dal bucato | Nel serbatoio all'83 per cento | Nel serbatoio all'88 per cento |
|---|---|---|---|
| 8,0 kg | 4,80 litri | 3,98 litri | 4,22 litri |
| 9,0 kg | 5,40 litri | 4,48 litri | 4,75 litri |
Quattro litri abbondanti di acqua in un ciclo solo. È questo il motivo per cui la macchina può fermarsi prima della fine: il contenitore si riempie. E su base annua il numero diventa impressionante. Prendendo il bucato di riferimento che usiamo in tutti i calcoli Portos sulle asciugatrici, 1.404 chili di tessuto asciutto in un anno, l'acqua tolta dai capi è di 842,4 litri, di cui fra 699 e 767 litri finiscono nel serbatoio a seconda dell'efficienza di condensazione del modello. Sono circa due litri al giorno da portare al lavandino.
Esiste un modo per non farlo, ed è previsto da tutti i libretti: collegare il tubo flessibile di scarico della condensa direttamente allo scarico del sifone. Due dei tre modelli a catalogo lo dichiarano in dotazione; il terzo, il più economico, no, e per quello il tubo va acquistato a parte. È un dettaglio che vale la pena controllare prima di comprare, perché cambia una abitudine quotidiana per dieci anni.
Dove finisce l'acqua che non viene condensata
La quota che non finisce nel serbatoio non sparisce: resta nell'aria della stanza sotto forma di vapore. Questo è esattamente ciò che misura l'efficienza di condensazione, un dato obbligatorio in scheda informativa UE e che ha una propria classe in etichetta.
Il regolamento (UE) 2023/2533 ha alzato la soglia minima di legge dal 70 all'80 per cento, con una motivazione esplicita: una ampia maggioranza delle asciugabiancheria sul mercato supera già l'80. Vuol dire che oggi una macchina può essere perfettamente a norma e scaricare comunque un quinto dell'umidità nel locale.
| Efficienza di condensazione | Acqua nel serbatoio in un anno | Vapore rilasciato nel locale in un anno | Su un ciclo pieno da 8 kg |
|---|---|---|---|
| 80 per cento, minimo di legge | 673,9 litri | 168,5 litri | 0,96 litri |
| 83 per cento, classe C | 699,2 litri | 143,2 litri | 0,82 litri |
| 88 per cento, classe B | 741,3 litri | 101,1 litri | 0,65 litri |
| 91 per cento, classe B | 766,6 litri | 75,8 litri | 0,43 litri |
Fra una macchina al minimo di legge e una al 91 per cento ballano 92,7 litri d'acqua all'anno rilasciati nella stanza dove asciugate. Se quella stanza è un bagno cieco o un ripostiglio senza finestra, è una informazione che conta più della classe energetica, e spiega perché i libretti chiedono di mettere in funzione l'apparecchio in un ambiente ben ventilato e di tenere libero il foro di ventilazione. È anche la ragione per cui il regolamento chiede al produttore di spiegare quando conviene lasciare l'oblò aperto fra un ciclo e l'altro.
Una avvertenza finale sul serbatoio, poco intuitiva: l'acqua di condensa non è potabile e può contenere lanugine. Il libretto lo scrive sotto pericolo di avvelenamento. Usarla per il ferro da stiro è una abitudine diffusa che le istruzioni non prevedono.
Il sensore di umidità, la manutenzione che nessuno fa
Tutte e cinque le macchine hanno un capitolo dedicato al sensore di umidità, che rileva quanto è bagnata la biancheria e adatta la durata del programma automatico. Il libretto avverte che sul sensore, dopo un po' di tempo, si sedimentano residui di calcare, detersivo e additivo, e chiede di pulirlo regolarmente con una spugna, senza oggetti duri, abrasivi o lana d'acciaio.
È la manutenzione meno praticata e quella con l'effetto più sgradevole quando manca, perché un sensore sporco legge il bucato come più umido di quanto sia e allunga il ciclo. Anche qui il libretto non dà un intervallo: dice regolarmente. Nel calendario che proponiamo più avanti la mettiamo insieme alla pulizia dell'oblò, perché si fanno nello stesso gesto e nello stesso punto.
I programmi di trattamento del cestello
Solo i due modelli di fascia alta del nostro campione hanno un capitolo dedicato al trattamento dell'apparecchio, cioè programmi di pulizia del cestello. Il libretto descrive due livelli: un trattamento semplice, della durata di circa un'ora, da eseguire quando sul display compare a lungo l'indicazione CArE, e un trattamento intensivo di circa quattro ore, non interrompibile, destinato a depositi più ostinati e agli odori che si formano dopo un fermo superiore a un mese, per il quale serve uno specifico prodotto originale.
Prima di avviarli il libretto chiede di svuotare il cestello, pulire il filtro lanugine e svuotare il contenitore dell'acqua di condensa. Chi non ha questa funzione sulla propria macchina non deve improvvisarla: le istruzioni dei modelli senza trattamento prevedono solo di strofinare il cestello con un panno umido.
Quanto costa non pulire, e perché non vi diamo un numero
Qui Portos si ferma dove si fermano i dati. Il produttore dichiara che il consumo energetico è maggiore se i filtri non vengono puliti, e il regolamento gli impone di spiegare le principali conseguenze di una pulizia carente, ma nessuno pubblica un coefficiente. Non esiste un numero verificabile da scrivere, e un numero inventato sarebbe peggio di nessun numero.
Quello che si può misurare è la posta in gioco, cioè quanto vale l'efficienza su queste macchine. A parità di bucato lavato, 1.404 chili in un anno, e con la tariffa ARERA del quarto trimestre 2026 di 0,4343 euro per kWh tasse incluse:
| Modello | Consumo dichiarato per ciclo | Energia in un anno | Costo in un anno |
|---|---|---|---|
| WQG233D0IT, 8 kg, classe C | 0,97 kWh | 170,2 kWh | 73,93 euro |
| WQB245B0IT, 9 kg, classe C | 1,10 kWh | 171,6 kWh | 74,53 euro |
| WTH8521EII, 8 kg, classe D | 1,19 kWh | 208,8 kWh | 90,70 euro |
| WTH83208II, 8 kg, classe E | 1,38 kWh | 242,2 kWh | 105,18 euro |
Fra le due macchine da 8 kg della stessa serie, che si differenziano di una sola classe energetica, ballano 14,48 euro all'anno. Fra la più economica e la migliore fra quelle a catalogo, 30,65 euro all'anno. Sono cifre modeste, e vanno dette con onestà: nessuna asciugatrice si ripaga con la classe energetica, e lo avevamo già verificato nell'analisi del modello di fascia alta.
Il punto è un altro. Quei trenta euro sono decisi al momento dell'acquisto e non si toccano più. La pulizia dei filtri è invece l'unica variabile su cui potete ancora agire dopo, per dieci anni, a costo zero. Ed è l'unica che il produttore cita come misura di risparmio energetico insieme alla centrifuga e al carico pieno.
I ricambi che vi spettano per legge, e quanto costano
Dal 1 luglio 2025 il regolamento (UE) 2023/2533 impone ai produttori di mettere a disposizione degli utilizzatori finali, e non solo dei riparatori professionisti, un elenco preciso di ricambi: oblò, guarnizioni, maniglie e cerniere dell'oblò, filtri per lanugine, filtri dell'aria, accessori in plastica e serbatoio di condensa. La disponibilità deve durare almeno dieci anni dall'immissione sul mercato dell'ultima unità del modello, i pezzi devono essere sostituibili con attrezzi comunemente reperibili e senza danni permanenti all'apparecchio, la consegna deve avvenire entro 15 giorni lavorativi dall'ordine e il produttore deve pubblicare online un prezzo indicativo.
Il gruppo BSH, che produce sia Bosch sia Siemens, pubblica quell'elenco in un unico documento aggiornato al 30 giugno 2025. Abbiamo cercato i codici che interessano la manutenzione ordinaria, compreso il materiale filtrante dell'unità di base citato per nome nel libretto del modello più economico a catalogo.
| Codice | Componente | Prezzo indicativo ante imposte | Con IVA al 22 per cento |
|---|---|---|---|
| 12007650 | Materiale filtrante dell'unità di base, citato nel libretto del WTH83208II | 6,19 euro | 7,55 euro |
| 12022801 | Materiale filtrante, seconda misura | 12,20 euro | 14,88 euro |
| 00656033 | Filtro lanugine | 29,94 euro | 36,53 euro |
| 12010178 | Filtro dell'aria | 11,65 euro | 14,21 euro |
| 11064634 | Serbatoio della condensa | 24,55 euro | 29,95 euro |
| 00707089 | Serbatoio della condensa, altro modello | 92,64 euro | 113,02 euro |
La lettura utile è questa: il pezzo che si consuma davvero con la manutenzione, il materiale filtrante, costa meno di otto euro IVA inclusa, e si ordina senza passare da un tecnico. Un filtro lanugine rotto, invece, è un ricambio da trentasei euro, e si rompe quasi sempre per lo stesso motivo, cioè perché lo si rimonta deformato o lo si forza quando è ancora pieno. Il libretto raccomanda di accertarsi che il materiale filtrante pulito venga inserito nei supporti senza essere deformato, danneggiato o rovesciato.
Gli errori da evitare
Sciacquare la lanugine nel lavandino. È il punto su cui il regolamento è più esplicito: la lanugine va nel secchio dell'immondizia. Il libretto suggerisce di raccogliere l'acqua di lavaggio in un secchio e di versarla attraverso un filtro da caffè, da buttare poi nei rifiuti domestici.
Rimontare il filtro ancora bagnato. Le istruzioni chiedono di asciugare bene il materiale filtrante dopo la pulizia, e lo fanno nel capitolo sul risparmio energetico, non in quello sulla manutenzione.
Usare detergenti sul materiale filtrante. Il libretto lo vieta: acqua calda corrente, eventualmente aspirapolvere per lo sporco ostinato, nient'altro.
Toccare le lamelle dello scambiatore. Avvertenza di pericolo di taglio nelle istruzioni, e comunque operazione che il produttore riserva al servizio assistenza.
Far funzionare la macchina senza filtro. Le istruzioni avvertono che il funzionamento senza una protezione adeguata, incompleta o difettosa, può causare danni all'apparecchio.
Usare detergenti contenenti solventi. Sotto pericolo di avvelenamento: possono formarsi vapori velenosi.
Pulire con getti d'acqua. Niente pulitori a vapore, idropulitrici o tubi dell'acqua, e prima di ogni pulizia staccare la spina.
Aspettare che il display chieda il filtro lanugine. L'indicatore di filtro otturato è una rete di sicurezza, non un calendario: il libretto chiede la pulizia a fine programma, non quando compare la spia.
Il calendario Portos della manutenzione
Quello che segue non è una tabella inventata: è il contenuto dei libretti riordinato per frequenza, con la distinzione fra ciò che vale per tutti e ciò che vale solo per alcuni modelli.
| Quando | Che cosa | Su quali macchine |
|---|---|---|
| A ogni ciclo | Pulizia del filtro lanugine in due parti e rimozione della lanugine dal bordo dell'oblò | Tutte |
| A ogni ciclo | Svuotamento del contenitore dell'acqua di condensa | Tutte quelle non collegate allo scarico |
| Quando compare l'avviso | Pulizia del sistema di filtraggio dell'unità di base e spazzolatura della copertura dello scambiatore | Solo senza condensatore autopulente |
| Controllo periodico | Filtro dentro il serbatoio della condensa, da lavare quando è sporco | Solo con condensatore autopulente |
| Regolarmente | Pulizia del sensore di umidità con una spugna | Tutte |
| Quando compare CArE | Trattamento semplice del cestello, circa un'ora | Solo i modelli che lo prevedono |
| Dopo un fermo oltre il mese | Trattamento intensivo del cestello, circa quattro ore | Solo i modelli che lo prevedono |
| Quando serve | Rimozione della polvere sul retro e pulizia del mobile con panno, acqua e sapone | Tutte |
Se volete una regola mnemonica: una operazione a ogni ciclo, una quando ve la chiede la macchina, una quando pulite l'oblò. Tutto il resto è manutenzione straordinaria, e in buona parte non è vostra.
La scelta Portos
La manutenzione di una asciugatrice a pompa di calore è molto più leggera di quanto si creda, ma è anche molto più vincolante di quanto si creda: il filtro lanugine va fatto davvero a ogni ciclo, perché è l'unico punto in cui si incrociano sicurezza antincendio, consumo e qualità di asciugatura. Tutto il resto dipende dal modello, ed è una informazione che potete leggere gratis prima di comprare.
Se state scegliendo adesso, il consiglio concreto è questo. Scaricate il libretto del modello che vi interessa dalla pagina del produttore, aprite l'indice e cercate il capitolo del sistema di filtraggio dell'unità di base. Se c'è, mettete in conto un filtro da lavare a mano quando la macchina ve lo chiede e un materiale filtrante da sostituire ogni tanto, che costa meno di otto euro. Se non c'è, avete una macchina con condensatore autopulente, e la vostra manutenzione si riduce al filtro lanugine e al serbatoio.
Il secondo controllo, da fare nella stessa scheda, è l'efficienza di condensazione, perché decide quanta umidità resta nella stanza: fra il minimo di legge e il meglio del catalogo ci sono quasi cento litri d'acqua all'anno di differenza. Il terzo è banale e si dimentica sempre: verificate se il tubo di scarico della condensa è in dotazione, perché è ciò che vi evita circa settecento litri d'acqua da portare al lavandino ogni anno.
Chi deve ancora inquadrare la scelta della macchina trova il quadro completo nella guida come scegliere una asciugatrice, mentre il confronto fra le due tecnologie è in asciugatrice a pompa di calore o a condensazione.
Chi vuole invece vedere questi criteri applicati a una macchina reale può leggere l'analisi della Bosch Serie 8 WQB245B0IT, che è uno dei due modelli con condensatore autopulente del nostro campione. Per orientarsi fra i modelli disponibili è possibile consultare la categoria asciugatrici su OpportunityCommerce oppure confrontare prezzi e disponibilità delle asciugatrici Bosch a pompa di calore su SniffaPrezzi.
Metodo e ipotesi di calcolo
Tutti i numeri di questa guida sono ricavati da documenti pubblici del produttore e dalla normativa vigente. Le ipotesi sono dichiarate perché possiate rifare i conti con le vostre.
Acqua estratta dal bucato. Condizione di etichetta dichiarata nei valori di consumo dei libretti: programma eco, umidità iniziale 60 per cento, umidità finale 0. Si traducono in 0,60 litri di acqua per chilo di tessuto asciutto.
Bucato di riferimento. 1.404 chili di tessuto asciutto in un anno, cioè tre carichi pieni a settimana su una macchina da 9 kg. È lo stesso parametro usato negli altri contenuti Portos sulle asciugatrici, così i confronti restano omogenei fra capacità diverse.
Ripartizione dell'acqua. La quota che finisce nel serbatoio è pari all'efficienza di condensazione dichiarata; la differenza resta nell'aria del locale.
Tariffa elettrica. 0,4343 euro per kWh, tasse incluse, ARERA quarto trimestre 2026 per i clienti vulnerabili in maggior tutela. Va aggiornata a ogni trimestre.
Prezzi dei prodotti. Rilevati su OpportunityCommerce il 6 ottobre 2026. I prezzi degli elettrodomestici si muovono di settimana in settimana.
Prezzi dei ricambi. Elenco BSH dei prezzi indicativi ante imposte, versione del 30 giugno 2025. L'IVA al 22 per cento è calcolata da noi e indicata come tale.
Il valore dei 160 cicli all'anno citato nelle pagine ufficiali del produttore si riferisce al programma standard per il cotone secondo il regolamento UE 392/2012 e viene riportato solo per spiegare da dove nasce il numero dei 20 carichi, non usato nei nostri calcoli.
Portos non ha provato fisicamente nessuna di queste macchine. Questa è una guida editoriale costruita su libretti di istruzioni, schede informative UE, pagine ufficiali del produttore e testi normativi.
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Fonti
Istruzioni per l'uso e l'installazione Bosch, asciugatrici a pompa di calore: WTH83208II, WTH8521EII, WQB245B0IT, WQB246D0IT e WQG233D0IT (PDF).
Schede informative UE dei modelli, regolamento delegato (UE) 2023/2534, versioni del 21 settembre 2026: WTH83208II, WTH8521EII, WQB245B0IT, WQG233D0IT.
Regolamento (UE) 2023/2533, allegato II: obblighi di informazione sulla manutenzione, elenco dei ricambi destinati agli utilizzatori finali, soglia minima di efficienza di condensazione all'80 per cento, considerando sulla durata di vita del prodotto.
Regolamento delegato (UE) 2023/2534: contenuto della scheda informativa e classi di efficienza energetica, di condensazione e di rumore.
Bosch, differenze fra i sistemi di pulizia delle asciugatrici a pompa di calore: condensatore autopulente, filtro EasyClean, frequenze dichiarate e base di calcolo dei 160 cicli all'anno.
Bosch assistenza, pulizia del condensatore dell'asciugatrice e pulizia dell'asciugatrice.
Pagine prodotto ufficiali Bosch: WTH83208II, WTH8521EII, WQB245B0IT.
BSH, elenco dei prezzi indicativi ante imposte dei ricambi delle asciugatrici, versione del 30 giugno 2025 (PDF).
EPREL, banca dati europea dei prodotti per l'etichettatura energetica.
Prezzi e disponibilità rilevati su OpportunityCommerce e SniffaPrezzi il 6 ottobre 2026.
Questa è una guida editoriale Portos basata su documentazione del produttore e normativa vigente. Nessuno dei prodotti citati è stato provato fisicamente.