Dal 1 ottobre 2026 il kilowattora costa 43,43 centesimi tasse incluse, contro i 31,63 del trimestre precedente. Cinque elettrodomestici di una casa normale passano da 233,84 a 321,08 euro l'anno senza che nessuno abbia cambiato abitudini, e ogni calcolo di convenienza pubblicato prima di quella data si accorcia del 27,2 per cento.
Dal 1 ottobre 2026 un kilowattora costa 43,43 centesimi tasse incluse per i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela. Nel trimestre precedente ne costava 31,63. L'aumento, comunicato da ARERA il 29 settembre, vale il 37,3 per cento e non riguarda un servizio nuovo o un consumo diverso: riguarda esattamente le stesse lavatrici, gli stessi frigoriferi e gli stessi forni che stavano già in casa.
Tradotto in oggetti: un ciclo di lavastoviglie di classe A passa da 17,2 a 23,6 centesimi. Un bucato completo, lavaggio più asciugatura, passa da 53 a 73 centesimi. Un frigorifero combinato che dichiara 239 kWh all'anno passa da 75,60 a 103,80 euro di energia, e quel numero arriva senza che nessuno abbia toccato niente.
Questo articolo rifà i conti di tutto il Portos pubblicato finora alla tariffa nuova, usando solo i consumi dichiarati nelle schede informative UE dei modelli realmente a catalogo. Non c'è nessuna stima: ci sono kilowattora normati moltiplicati per un prezzo pubblicato in Gazzetta.
La risposta breve
Cinque elettrodomestici in una casa che li usa normalmente, un frigorifero sempre acceso più quattro apparecchi a ciclo, consumano 739,3 kWh all'anno. Alla tariffa del terzo trimestre erano 233,84 euro. Alla tariffa del quarto trimestre sono 321,08 euro: 87,24 euro in più all'anno a parità assoluta di comportamento.
La conseguenza pratica non è che bisogna lavare di meno. È che ogni calcolo di convenienza fatto prima del 1 ottobre è sbagliato per difetto, e lo è di una quantità precisa: ogni rientro di un sovrapprezzo pagato per l'efficienza si accorcia del 27,2 per cento. Un acquisto che si ripagava in sette anni adesso si ripaga in cinque. Uno che si ripagava in ventisei si ripaga in diciannove, cioè continua a non ripagarsi.
In breve: cosa trovi in questa guida
Che cosa è cambiato il 1 ottobre 2026
Il comunicato ARERA del 29 settembre 2026 fissa il prezzo di riferimento dell'energia elettrica per il cliente tipo a 43,43 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse, con decorrenza dal 1 ottobre. La variazione rispetto al terzo trimestre è del più 37,3 per cento.
Due precisazioni che cambiano il senso del numero e che quasi nessuno riporta.
La prima: l'aggiornamento riguarda circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela, non tutte le famiglie italiane. Chi sta sul mercato libero ha il prezzo scritto nel proprio contratto.
La seconda: la stessa ARERA indica in 665,38 euro la spesa annuale dell'utente tipo vulnerabile per il periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2026, in aumento del 9,3 per cento rispetto ai 608,72 euro dell'anno precedente. Il 37,3 per cento è la variazione di un trimestre rispetto al precedente, non l'aumento dell'anno.
Per il lettore che deve decidere se cambiare un elettrodomestico, però, quello che conta è il prezzo del kilowattora che pagherà da ottobre in avanti. E quello è 43,43 centesimi.
Dove è finito l'aumento: le cinque voci della bolletta
Il prezzo di riferimento non è un numero unico: ARERA lo pubblica scomposto in cinque voci. Mettendo in fila la scomposizione del terzo e quella del quarto trimestre viene fuori una cosa che il titolo del comunicato non dice.
| Voce | III trim. 2026 | IV trim. 2026 | Differenza | Quota sulla bolletta |
|---|---|---|---|---|
| Spesa per la materia energia | 16,92 cent | 27,64 cent | +10,72 | 63,7% |
| Commercializzazione al dettaglio | 2,11 cent | 2,11 cent | 0,00 | 4,9% |
| Trasporto e gestione del contatore | 6,18 cent | 6,18 cent | 0,00 | 14,2% |
| Oneri di sistema | 3,32 cent | 3,32 cent | 0,00 | 7,6% |
| Imposte (IVA e accise) | 3,10 cent | 4,18 cent | +1,08 | 9,6% |
| Totale | 31,63 cent | 43,43 cent | +11,80 | 100% |
I conti tornano alla virgola: 16,92 più 2,11 più 6,18 più 3,32 più 3,10 fa esattamente 31,63; le cinque voci del quarto trimestre fanno esattamente 43,43.
E qui sta il punto. Delle cinque voci tre non si sono mosse di un centesimo: commercializzazione, trasporto, oneri di sistema. L'intero aumento di 11,80 centesimi si spiega con la materia energia (più 10,72, cioè il 63,4 per cento) e con le imposte che si calcolano sopra di essa (più 1,08). Il 100 per cento dell'aumento sta in due voci su cinque, e sono le due che dipendono dal prezzo all'ingrosso dell'energia, non dalla regolazione.
Conseguenza concreta per chi legge: non esiste nessuna voce amministrativa da contestare, nessun onere da farsi togliere. L'unica leva che resta è il numero di kilowattora. Per questo vale la pena sapere con precisione dove finiscono.
43,43 centesimi non è la tariffa di tutti
Lo ripetiamo perché è la cosa più fraintesa di tutta la vicenda. I 43,43 centesimi sono il prezzo di riferimento del servizio di Maggior Tutela per i clienti vulnerabili: chi ha compiuto 75 anni, chi percepisce un bonus sociale, chi si trova in condizioni di disabilità o abita in strutture di emergenza. Tutti gli altri sono sul mercato libero.
Questo non rende il numero inutile, anzi. È l'unico prezzo pubblico, completo e tasse incluse che esista in Italia: comprende materia prima, trasporto, oneri e imposte. Un'offerta del mercato libero che pubblicizza "0,12 euro al kWh" sta quasi sempre citando la sola componente energia, a cui vanno poi aggiunti gli altri 15,79 centesimi di voci regolate più l'IVA.
Il modo corretto di usare questo articolo è quindi uno solo: prendere i kilowattora delle tabelle, che sono normati e non cambiano, e moltiplicarli per il proprio prezzo. In fondo c'è il metodo per ricavarlo dalla bolletta in quattro passaggi.
Quanto costa adesso ogni singolo utilizzo
Tutti i valori che seguono vengono dalle schede informative UE dei modelli, cioè dal documento che il produttore è obbligato a pubblicare e che riporta il consumo misurato sul programma normato. Non sono stime di laboratorio Portos: sono dati dichiarati, verificabili scaricando il PDF.
| Utilizzo | Modello | kWh | Prima | Adesso |
|---|---|---|---|---|
| Lavaggio, lavatrice di classe A di ultima generazione | WGB24402IT | 0,248 | 7,8 cent | 10,8 cent |
| Lavaggio, lavatrice di classe A | WGG244ZRIT | 0,489 | 15,5 cent | 21,2 cent |
| Lavaggio, lavatrice da incasso di classe C | WIW24342EU | 0,624 | 19,7 cent | 27,1 cent |
| Lavaggio piatti, classe A | SMH6YCX02E | 0,543 | 17,2 cent | 23,6 cent |
| Lavaggio piatti, classe D | SMV4HVX03E | 0,849 | 26,9 cent | 36,9 cent |
| Asciugatura, classe C | WQB245B0IT | 1,10 | 34,8 cent | 47,8 cent |
| Asciugatura, classe D | WTH8521EII | 1,19 | 37,6 cent | 51,7 cent |
| Asciugatura, classe E | WTH83208II | 1,38 | 43,6 cent | 59,9 cent |
| Infornata, modo ventilato | HBA234BB3 | 0,69 | 21,8 cent | 30,0 cent |
| Infornata, modo statico | HBA234BB3 | 0,94 | 29,7 cent | 40,8 cent |
| Ciclo di pirolisi | dato Bosch | 3,6 - 4,7 | 1,14 - 1,49 euro | 1,56 - 2,04 euro |
La riga da guardare due volte è la prima contro la seconda: due lavatrici, stessa marca, stessa classe A, stessi 9 kg, e un consumo che differisce del doppio. La lettera sull'etichetta, dopo il riscalaggio del 2021, contiene una fascia talmente larga che non distingue più nulla nella parte alta. Ne abbiamo parlato nel dettaglio in come leggere l'etichetta energetica.
Il paniere di casa: cinque apparecchi, un anno
Mettiamo insieme una casa reale. Cinque apparecchi, tutti a catalogo il 4 ottobre 2026, con il prezzo rilevato lo stesso giorno. Le frequenze d'uso sono dichiarate qui sopra la tabella e sono quelle di una famiglia che non fa niente di eccezionale: quattro lavaggi a settimana, cinque lavastoviglie, tre asciugature, due infornate.
| Apparecchio | Modello | Classe | Dato di scheda | Uso all'anno | kWh/anno | Prima | Adesso |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Frigorifero combinato | KGN36NLEA | E | 239 kWh/anno | sempre acceso | 239,0 | 75,60 | 103,80 |
| Lavatrice | WGG244ZRIT | A | 0,489 kWh/ciclo | 208 cicli | 101,7 | 32,17 | 44,17 |
| Lavastoviglie | SMH6YCX02E | A | 0,543 kWh/ciclo | 260 cicli | 141,2 | 44,66 | 61,31 |
| Asciugatrice | WTH8521EII | D | 1,19 kWh/ciclo | 156 cicli | 185,6 | 58,72 | 80,62 |
| Forno da incasso | HBA234BB3 | A+ | 0,69 kWh/ciclo | 104 infornate | 71,8 | 22,70 | 31,17 |
| Totale | 739,3 | 233,84 | 321,08 |
Ottantasette euro e ventiquattro centesimi in più all'anno, senza aver cambiato una sola abitudine. Per dare una scala al numero: ARERA stima in 665,38 euro la spesa elettrica annua dell'utente tipo vulnerabile per il 2026. I due valori non sono omogenei, perché la stima ARERA copre l'intero anno a tariffe diverse e comprende illuminazione, elettronica e tutto il resto, ma l'ordine di grandezza dice una cosa chiara: questi cinque apparecchi valgono circa metà della bolletta elettrica di una famiglia.
La classifica interna è la parte utile. Il frigorifero, che nessuno pensa quando sente la parola consumi, è la prima voce. L'asciugatrice è la seconda. La lavatrice, che è l'elettrodomestico simbolo del risparmio domestico, è solo la quarta.

Il paniere di casa: 739,3 kWh all'anno, 87,24 euro in più senza cambiare una sola abitudine.
Il bucato completo supera i settanta centesimi
Il lettore non fa un lavaggio: fa un bucato. Lavare e asciugare lo stesso carico con i due modelli del paniere costa 0,489 più 1,19 kWh, cioè 1,679 kWh.
Alla tariffa precedente erano 53,1 centesimi. Adesso sono 72,9 centesimi. Su 156 bucati completi all'anno la spesa passa da 82,85 a 113,75 euro.
Dentro quel numero c'è un dato che abbiamo calcolato nell'articolo su quanto costa usare un'asciugatrice in un anno e che adesso pesa di più: l'asciugatrice spende circa 0,20 kWh per ogni chilo d'acqua che toglie al bucato, cioè 8,7 centesimi al chilo. Ogni chilo d'acqua in più che la lavatrice lascia nel cestello, perché la centrifuga è lenta o perché si è scelto un programma delicato, vale 13,55 euro all'anno su 156 cicli. Era 9,87.
E il motivo per cui, in una casa che usa l'asciugatrice, la classe di centrifuga della lavatrice conta quanto la sua classe energetica, e spesso di più.
Il frigorifero è la voce che non si può spegnere
Gli altri quattro apparecchi hanno una frequenza: si può lavare meno, infornare meno, stendere invece di asciugare. Il frigorifero no. I suoi 239 kWh sono un consumo per definizione annuale, calcolato dal Regolamento delegato (UE) 2019/2016 su 365 giorni di funzionamento.
Significa che l'aumento sul frigorifero, 28,20 euro all'anno, è l'unica voce del paniere su cui il comportamento non può nulla. Si può solo cambiare apparecchio, oppure accettarla.
Vale la pena ricordare un dato che avevamo verificato su 31 frigoriferi a catalogo: 22 modelli su 31 dichiarano un indice di efficienza esattamente pari a 100, cioè il limite superiore della classe E. La classe, su questa categoria, non è un risultato: è un obiettivo di progetto. I numeri che contano sono i kWh all'anno in basso a sinistra sull'etichetta, non la lettera. Il discorso completo sta in quanto consuma un frigorifero in un anno.
Dieci anni di energia contro il prezzo di acquisto
Un elettrodomestico si compra una volta e si paga tutti i giorni. Il confronto che segue mette il prezzo di acquisto rilevato il 4 ottobre 2026 accanto a dieci anni di energia alla tariffa nuova, che è più o meno la vita utile attesa di questi apparecchi.
| Apparecchio | Prezzo | Energia in 10 anni | Energia / prezzo | Era |
|---|---|---|---|---|
| Frigorifero KGN36NLEA | 695,69 | 1.037,98 | 149,2% | 108,7% |
| Asciugatrice WTH8521EII | 725,05 | 806,23 | 111,2% | 81,0% |
| Lavastoviglie SMH6YCX02E | 775,90 | 613,14 | 79,0% | 57,5% |
| Forno HBA234BB3 | 480,38 | 311,65 | 64,9% | 47,3% |
| Lavatrice WGG244ZRIT | 779,00 | 441,74 | 56,7% | 41,3% |
| Insieme | 3.456,02 | 3.210,78 | 92,9% | 67,7% |
Su due apparecchi su cinque l'energia ha superato il prezzo. Sul frigorifero lo supera di metà.
Si può dire la stessa cosa in un modo che aiuta a decidere: a quale prezzo del kilowattora dieci anni di energia pareggiano il prezzo di acquisto? Per il frigorifero del paniere la risposta è 29,11 centesimi, cioè una soglia superata già nel trimestre precedente. Per l'asciugatrice è 39,07 centesimi, superata adesso. Per la lavastoviglie siamo a 54,95 centesimi, per il forno a 66,91, per la lavatrice a 76,60: ancora lontani.
Questo è il modo giusto di leggere la tabella. Non "tutto costa troppo", ma: sul frigorifero e sull'asciugatrice il prezzo di acquisto è ormai la voce minore, e conviene sceglierli guardando prima i kilowattora; su lavatrice e forno il prezzo pesa ancora di più dell'energia e si può decidere con altri criteri.
La regola nuova: ogni rientro si accorcia del 27,2 per cento
Questa è la parte che cambia davvero le decisioni, ed è aritmetica pura.
Un rientro si calcola dividendo il sovrapprezzo pagato per il risparmio annuo in euro. Il sovrapprezzo non è cambiato, i kilowattora risparmiati non sono cambiati, ma il valore in euro di quei kilowattora è stato moltiplicato per 1,3731. Dividendo per un numero più grande si ottiene un numero più piccolo: 0,3163 diviso 0,4343 fa 0,7283.
Quindi ogni rientro pubblicato prima del 1 ottobre va moltiplicato per 0,73. Dieci anni diventano sette anni e tre mesi. Venti diventano quattordici e mezzo.
Ecco i quattro casi già documentati su Portos, ricalcolati sui prezzi del 4 ottobre 2026.
| Confronto | Differenza di prezzo | Risparmio annuo prima | Risparmio annuo adesso | Rientro prima | Rientro adesso |
|---|---|---|---|---|---|
| Lavastoviglie A contro D SMH6YCX02E / SMV4HVX03E | +173,88 | 25,17 | 34,55 | 6,9 anni | 5,0 anni |
| Lavatrice 0,248 contro 0,489 kWh WGB24402IT / WGG244ZRIT | +413,00 | 15,86 | 21,77 | 26,0 anni | 19,0 anni |
| Asciugatrice C contro E WQB245B0IT / WTH83208II | +386,00 | 13,82 | 18,97 | 27,9 anni | 20,3 anni |
| Frigorifero No Frost contro manuale KIN86VSE0 / KIV86VSE0 | +166,58 | nessuno | nessuno | non esiste | |
L'ultima riga merita una spiegazione perché è il caso più istruttivo di tutti.
Dove la classe adesso si ripaga davvero
La lavastoviglie è l'unico caso del paniere in cui il conto si chiude in un tempo compatibile con la vita del prodotto. Due modelli della stessa marca, stessa larghezza, stessi 14 coperti: uno dichiara 0,543 kWh per ciclo e l'altro 0,849. Su 260 cicli all'anno la differenza vale 79,56 kWh, cioè 34,55 euro all'anno alla tariffa nuova contro i 25,17 della precedente.
La differenza di prezzo è 173,88 euro. Il rientro passa da 6,9 a 5,0 anni, su un apparecchio che ne dura tranquillamente dieci o dodici. Dopo il quinto anno sono 34,55 euro l'anno che restano in tasca.
C'è un dettaglio che rende il caso ancora più netto e che va detto perché è a favore del lettore: il modello di classe A costa 775,90 euro, cioè meno di diversi modelli di classe B della stessa gamma. Il salto di classe, qui, non si paga nemmeno al momento dell'acquisto. Lo avevamo già notato confrontando due Serie 6 a diciotto euro di distanza, in Bosch SMI6ECS00E o SMI6ZCS10E.
Il contesto completo sui consumi di questa categoria è in quanto consuma una lavastoviglie.
Dove continua a non ripagarsi
La lavatrice. Il modello che dimezza il consumo, da 0,489 a 0,248 kWh per ciclo, costa 413 euro in più. Il risparmio sale da 15,86 a 21,77 euro all'anno e il rientro scende da ventisei a diciannove anni. Nessuna lavatrice dura diciannove anni di uso quotidiano. Il salto resta difendibile per altri motivi, dal rumore alla dotazione, ma non si ripaga in bolletta, e questo va detto anche dopo un aumento del 37 per cento.
L'asciugatrice. Dal modello di classe E a quello di classe C si risparmiano 0,28 kWh per ciclo, cioè 18,97 euro all'anno. Il prezzo però sale di 386 euro: 20,3 anni. Attenzione però, perché qui la conclusione non è simmetrica: i 386 euro comprendono anche un chilo di capacità in più, meno rumore e una classe di condensazione migliore. Chi asciuga sette volte a settimana invece di tre dimezza il rientro a poco più di dieci anni, e a quel punto il discorso cambia. La griglia completa per frequenza d'uso è nell'articolo dedicato.
Il frigorifero No Frost. Qui il rientro proprio non esiste, e vale la pena capire perché. I due modelli sono gemelli: stessa serie, stessa larghezza, identici tranne la modalità di sbrinamento. Quello automatico consuma 5 kWh all'anno in più, non in meno, perché il regolamento stesso gli riconosce un fattore di sbrinamento maggiorato, e costa 166,58 euro in più. Si compra la comodita di non sbrinare mai: 166,58 euro di prezzo più 2,17 euro all'anno di energia. È una scelta legittima, ma non è un investimento. I numeri completi e il conto per singolo sbrinamento evitato sono in ogni quanto sbrinare e pulire il frigorifero.
Le voci piccole: stand-by, avvio ritardato, pirolisi
Le schede informative UE dichiarano anche i consumi in assenza di utilizzo, ed è un capitolo dove si dicono molte sciocchezze. I numeri veri, dai documenti.
| Stato | Potenza dichiarata | kWh/anno se continuo | Prima | Adesso |
|---|---|---|---|---|
| Modo spento | 0,15 - 0,50 W | 1,3 - 4,4 | 0,42 - 1,39 | 0,57 - 1,90 |
| Modo stand-by | 0,50 W | 4,4 | 1,39 | 1,90 |
| Stand-by in rete (apparecchio connesso) | 2,00 W | 17,5 | 5,54 | 7,61 |
| Avvio ritardato | 4,00 W | solo durante l'attesa | - | - |
Tre osservazioni che servono.
La prima: il modo spento e il semplice stand-by non spostano niente. Uno o due euro all'anno per apparecchio. Staccare la spina della lavatrice per risparmiare è un gesto che vale meno di un caffè ogni sei mesi.
La seconda: lo stand-by in rete da 2,00 W è un'altra cosa. Vale 7,61 euro all'anno per apparecchio, perché la connessione resta attiva ventiquattro ore su ventiquattro. Nel nostro campione lo dichiarano solo i modelli connettibili: la lavastoviglie, la lavatrice di ultima generazione e le due asciugatrici di fascia alta. Tre apparecchi connessi in una casa fanno 22,83 euro all'anno, più di quanto costi l'aumento sul forno. Se le funzioni da remoto non si usano, spegnere il modulo è l'unico intervento sullo stand-by che abbia un senso economico.
La terza: l'avvio ritardato dichiara 4,00 W, ma si paga solo per le ore di attesa effettiva. Programmare la lavastoviglie otto ore prima costa circa 1,4 centesimi. Irrilevante.
Discorso diverso per la pirolisi. Bosch dichiara 3,6 - 4,7 kWh per ciclo, un dato che non compare su nessuna etichetta perché il Regolamento 65/2014 non lo prevede. Alla tariffa nuova un ciclo costa da 1,56 a 2,04 euro, contro 1,14 - 1,49 di prima. Due pirolisi all'anno fanno circa 3,60 euro: poco in assoluto, ma è il dodici per cento dell'intera spesa annua di quel forno per due accensioni. Le alternative, a partire dall'idrolisi che costa circa dieci centesimi, sono in come pulire il forno senza pirolisi.
Nel forno il modo di cottura conta più della classe
Questo è il risultato più controintuitivo del nostro archivio, e con la tariffa nuova si allarga.
Lo stesso forno, lo stesso identico apparecchio, dichiara 0,94 kWh in modo convenzionale e 0,69 in modo ventilato. La differenza è di 0,25 kWh a infornata, cioè 10,9 centesimi. Su 104 infornate all'anno fa 11,29 euro, contro gli 8,22 di prima.
Il salto di classe fra due forni diversi, misurato nello stesso modo ventilato, vale 0,10 kWh a infornata: 4,52 euro all'anno. Cioe girare una manopola sul forno che si ha già in casa vale due volte e mezzo il salto di classe, e costa zero.
Il motivo è normativo e lo avevamo verificato sul testo del regolamento: l'indice di efficienza dei forni si calcola sul modo più efficiente fra convenzionale e ventilato. Il consumo peggiore resta scritto in scheda ma non tocca la lettera in etichetta. Tutta l'analisi, su venti schede, è in quanto consuma un forno.
Quanto costa un piatto sul piano a induzione
I piani cottura sono l'unica categoria della cucina senza etichetta energetica: il Regolamento 65/2014 copre forni e cappe, non i piani. Per questi avevamo calcolato i consumi partendo dalla fisica, dichiarando il metodo in chiaro. Ricalcolati alla tariffa nuova:
portare a bollore un litro d'acqua: 0,11 kWh, cioè 4,8 centesimi (erano 3,5);
pasta per quattro, dal freddo al piatto: 0,52 kWh, cioè 22,6 centesimi (erano 16,4);
100 grammi d'acqua evaporati perché la pentola è senza coperchio: 0,063 kWh, cioè 2,7 centesimi.
L'ultimo numero è il più utile di tutti: far evaporare cento grammi d'acqua costa più che scaldare mezzo litro da venti a cento gradi. Il coperchio, sul piano a induzione, è la leva più efficace che esista e non costa niente. Il ragionamento completo è in quanto consuma un piano a induzione.
Che cosa conviene fare adesso
In ordine di rapporto fra risultato ed effort richiesto, sui dati di questo articolo.
1. Controllare il modo di cottura del forno. Undici euro all'anno, zero investimento, zero rinunce. E la cosa a più alto rendimento dell'elenco.
2. Spegnere la connessione degli apparecchi che non si comandano da remoto. 7,61 euro all'anno per apparecchio connesso.
3. Usare la centrifuga piena prima di asciugare. Ogni chilo d'acqua che resta nel bucato costa 13,55 euro all'anno.
4. Riempire gli apparecchi. Il programma eco è normato a pieno carico, e due mezzi carichi costano sempre più di uno pieno, in energia e in tempo: su undici asciugatrici il mezzo carico impiega il 57-67 per cento del tempo del pieno, mai la metà.
5. Guardare i kilowattora prima della lettera quando si compra. Due apparecchi della stessa classe possono consumare il doppio l'uno dell'altro.
6. Valutare la sostituzione solo dove il conto si chiude. Alla tariffa di oggi il conto si chiude sulla lavastoviglie, dove il rientro è sceso a cinque anni; non si chiude su lavatrice e asciugatrice, dove restano diciannove e venti anni. Se la sostituzione serve comunque perché l'apparecchio è a fine vita, allora sì: a quel punto il delta di prezzo da recuperare non è il prezzo intero, ma solo la differenza fra il modello efficiente e quello base, e il rientro si accorcia di conseguenza. Per farsi un'idea dei prezzi correnti si possono confrontare le offerte sulle lavastoviglie da 60 cm; i modelli e i prezzi citati in questo articolo sono quelli rilevati il 4 ottobre 2026 sul catalogo di OpportunityCommerce.
Errori da evitare
Applicare il più 37,3 per cento alla bolletta annua. E la variazione di un trimestre sul precedente, non dell'anno. Sull'anno ARERA indica più 9,3 per cento.
Confrontare i 43,43 centesimi con il prezzo di un'offerta del mercato libero. I 43,43 comprendono trasporto, oneri e imposte; i prezzi pubblicizzati quasi sempre no. Sono numeri che non stanno sulla stessa scala.
Comprare efficienza a qualunque prezzo. L'aumento accorcia i rientri del 27,2 per cento, non li azzera. Un rientro di ventisei anni resta un rientro di diciannove.
Inseguire lo stand-by. Due euro all'anno per apparecchio in stand-by normale. L'unica voce che vale la pena togliere è la connessione permanente a 2,00 W, e solo se non la si usa.
Fidarsi della lettera. Due lavatrici di classe A in questo articolo consumano 0,248 e 0,489 kWh per ciclo. La stessa lettera, il doppio del consumo.
Dimenticare che il frigorifero non si spegne. È la prima voce del paniere ed è l'unica su cui l'abitudine non può nulla.
Come rifare questi conti con la tua bolletta
I kilowattora delle tabelle sono normati e validi per chiunque. Il prezzo no. Per avere il proprio, in quattro passaggi.
Primo: prendere l'ultima bolletta e cercare il totale da pagare, IVA compresa, di un periodo di fatturazione completo.
Secondo: cercare i kWh consumati nello stesso periodo, normalmente nella sezione dei consumi o nel dettaglio delle letture.
Terzo: dividere il primo numero per il secondo. Il risultato è il prezzo reale e completo del proprio kilowattora, quote fisse comprese. Quasi sempre è più alto del prezzo pubblicizzato dal fornitore.
Quarto: moltiplicare per quel numero i kilowattora delle tabelle qui sopra. Il risultato è il costo reale, in quella casa, di un lavaggio, di un'infornata, di un anno di frigorifero.
Se il risultato è vicino a 0,4343 i numeri di questo articolo valgono così come sono. Se è più basso, i rientri si allungano in proporzione; se è più alto, si accorciano.
Nota di rettifica sui conti pubblicati prima del 1 ottobre
Lo scriviamo perché è giusto che il lettore lo sappia, e perché nessun archivio editoriale si aggiorna da solo.
Gli articoli Portos pubblicati fino al 29 settembre 2026 contengono conti in euro calcolati con due convenzioni diverse: i più vecchi con 0,25 euro al kWh, i più recenti con 0,3163, cioè la tariffa ARERA del terzo trimestre. Entrambe erano corrette quando sono state scritte, ed entrambe oggi sottostimano la spesa.
La conversione è immediata e non richiede di rifare nulla:
un importo calcolato con 0,3163 va moltiplicato per 1,3731;
un importo calcolato con 0,25 va moltiplicato per 1,7372;
un tempo di rientro calcolato con 0,3163 va moltiplicato per 0,7283, cioè accorciato del 27,2 per cento.
I kilowattora, le classi, gli indici e tutti i dati di scheda restano validi: quelli non dipendono dal prezzo dell'energia. Cambia solo il moltiplicatore finale.
La scelta Portos
L'aumento del 37,3 per cento non rende improvvisamente conveniente comprare l'elettrodomestico più efficiente in commercio. Rende conveniente smettere di comprare alla cieca.
Dai numeri di questo articolo escono tre indicazioni che valgono più di qualunque consiglio generico.
Sul frigorifero e sull'asciugatrice il prezzo di acquisto non è più la voce principale. Dieci anni di energia valgono il 149 e il 111 per cento del prezzo. Su queste due categorie i kilowattora in etichetta vanno letti prima del prezzo, e un sovrapprezzo per l'efficienza ha senso.
Sulla lavastoviglie il salto di classe si ripaga in cinque anni, e nel caso che abbiamo misurato non costa nemmeno di più all'acquisto. È l'unico caso del paniere in cui la risposta è semplicemente sì.
Su lavatrice e forno il conto resta dalla parte del prezzo. Diciannove anni di rientro sulla lavatrice e 4,52 euro all'anno di differenza fra due classi di forno dicono che su queste categorie conviene scegliere per capacità, rumore, programmi e affidabilità, e tenere l'efficienza come criterio secondario. Con una eccezione gratuita: usare il modo ventilato, che vale più del salto di classe e non costa nulla.
E, soprattutto, una cosa che non è un consiglio ma un metodo: i kilowattora sono un dato, il prezzo è una variabile. Il prossimo aggiornamento ARERA arriverà fra tre mesi e questi conti andranno rifatti. I kilowattora delle schede, invece, saranno ancora quelli.
Fonti
ARERA, comunicato del 29 settembre 2026: prezzo di riferimento 43,43 cent/kWh dal 1 ottobre 2026 e scomposizione nelle cinque voci.
ARERA, comunicato sul III trimestre 2026: 31,63 cent/kWh, usato come termine di confronto.
Schede informative UE Bosch, fonte di tutti i consumi citati: KGN36NLEA, WGG244ZRIT, SMH6YCX02E, WTH8521EII, HBA234BB3.
Regolamenti delegati (UE) che definiscono i parametri citati: 2019/2014 lavatrici, 2019/2016 apparecchi di refrigerazione, 2019/2017 lavastoviglie, 2023/2534 asciugabiancheria, 65/2014 forni.
Bosch, pulizia pirolitica dei forni: 3,6 - 4,7 kWh per ciclo, unico dato pubblicato dal produttore.
Bosch, archivio etichette energetiche e banca dati europea EPREL, per verificare in autonomia i dati di qualunque modello.
Prezzi degli apparecchi: OpportunityCommerce, rilevati il 4 ottobre 2026 sulle schede dei singoli prodotti. I prezzi cambiano: vanno riverificati prima di qualunque decisione.
Nota di metodo. Portos non possiede fisicamente gli apparecchi citati e non li ha provati. Tutti i consumi vengono dalle schede informative UE dei produttori, tutti i prezzi dell'energia dai comunicati ARERA, tutti i prezzi di vendita dal catalogo del rivenditore alla data indicata. I calcoli sono aritmetica dichiarata: kilowattora per prezzo, differenza di prezzo diviso risparmio annuo. Le frequenze d'uso sono convenzioni esplicitate nel testo, non misure.