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Quanto consuma un microonde e quanto costa scaldare un piatto

Il microonde è l'unico elettrodomestico della cucina senza etichetta energetica, eppure i numeri per calcolare quanto costa ci sono tutti: stanno nel libretto. Abbiamo fatto i conti su dodici pietanze reali, e abbiamo scoperto perché l'apparecchio non si spegne mai.

Samantah Greco 7 min di lettura

Quanto consuma un microonde e quanto costa scaldare un piatto
In questa guida (9)
  1. 1Senza etichetta, ma non senza dati
  2. 2Il conto si può fare, ed ecco come
  3. 3Quanto costa scaldare, pietanza per pietanza
  4. 4Lo stesso piatto nel forno costa tre volte e mezzo
  5. 5Il microonde non si spegne mai, e lo scrive Bosch
  6. 6Il conto di un anno
  7. 7Consigli di PortosEunostos
  8. 8La scelta Portos
  9. 9Fonti e documentazione

Scaldare un piatto pronto nel microonde costa 4,14 centesimi. Tenerlo attaccato alla presa per un anno senza cuocere niente costa fino a 3,03 euro, cioè quanto scaldare 73 piatti. Sono due numeri che non troverai su nessuna etichetta, perché il microonde è l'unico elettrodomestico della cucina che non ne ha una.

Noi di PortosEunostos li abbiamo calcolati con i dati che Bosch pubblica per il BEL523MS0 e con la tariffa elettrica ARERA del quarto trimestre 2026. E leggendo il libretto abbiamo trovato una frase che spiega perché la seconda cifra esiste: questo apparecchio, scrive il produttore, non ha né uno stato spento né uno stato di stand-by.

Senza etichetta, ma non senza dati

Il microonde non ha una classe energetica e non dichiara nessun consumo annuo: lo abbiamo verificato nella guida su come scegliere un forno a microonde, dove otto schede UE su otto rispondono 404 e l'elenco ufficiale dei gruppi di prodotto della Commissione europea non lo contiene.

Il paradosso è che il produttore, su questo apparecchio, ti dà più informazioni di quante te ne darebbe un'etichetta. Il forno dichiara un numero solo, i kWh di un ciclo di prova normalizzato che nessuno cucina mai. Il libretto del microonde elenca cinquanta pietanze reali con la potenza consigliata e la durata in minuti. Da lì il consumo si ricava, pietanza per pietanza.

Il conto si può fare, ed ecco come

Sulla scheda tecnica del BEL523MS0 ci sono due numeri: 800 W di potenza massima resa e 1.270 W assorbiti. Il primo è l'energia che arriva al cibo, il secondo è quella che paghi. Il rapporto fra i due è 1,5875: ogni watt reso ne chiede 1,59 alla presa.

I livelli intermedi (90, 180, 360, 600 W) non hanno un assorbimento dichiarato, quindi lo stimiamo in proporzione. La stima regge da due direzioni opposte: su una macchina che alterna pieno e pausa, l'energia di un ciclo a 600 W è quella di 1.270 W moltiplicata per 600/800; su una a inverter, che modula la potenza invece di spegnerla, il risultato è lo stesso a parità di rendimento. Nelle cotture lunghe la potenza massima scende comunque a 600 W, come spiega la nota in calce alla scheda. Il moltiplicatore in bolletta è la tariffa ARERA in vigore dal 1 ottobre 2026, 0,4343 euro al kWh, la stessa che usiamo in tutti i nostri conti sui consumi.

Quanto costa scaldare, pietanza per pietanza

Potenze e durate sono quelle consigliate dal libretto Bosch, prese al centro dell'intervallo quando il libretto ne indica due.

PietanzaPotenzaDurataEnergiaCosto
Biberon, 200 ml360 W1,5 min0,014 kWh0,62 cent
Minestra, una tazza da 200 g600 W2-3 min0,040 kWh1,72 cent
Bevanda, 200 ml800 W2-3 min0,053 kWh2,30 cent
Piatto pronto, 350-500 g600 W4-8 min0,095 kWh4,14 cent
Scongelare 1 kg di carne180 e 90 W20 + 20 min0,143 kWh6,21 cent
Lasagne surgelate, 450 g600 W10-15 min0,198 kWh8,62 cent
Gratin di patate, 1 kg360 W30-40 min0,333 kWh14,48 cent
Pollo intero, 1,2 kg600 W25-30 min0,437 kWh18,96 cent

La cosa da notare è che il costo lo fa il tempo, non il livello di potenza. Il gratin di patate gira a 360 W, il livello più basso della tabella dopo lo scongelamento, e costa il 68% in più delle lasagne, che girano a 600: perché resta dentro 35 minuti invece di 12. Scendere di potenza per risparmiare non funziona, perché la durata si allunga più di quanto scenda l'assorbimento.

Lo stesso piatto nel forno costa tre volte e mezzo

Qui il confronto si può fare su dati dichiarati da entrambe le parti. Le schede UE dei forni da incasso Bosch che abbiamo letto dichiarano da 0,69 a 0,79 kWh per ciclo in modo ventilato e da 0,87 a 0,98 in modo convenzionale: fra 30 e 43 centesimi di corrente. Le lasagne nel microonde costano 8,62 centesimi, il gratin 14,48.

Il rapporto è da 3,5 a 4 volte a favore del microonde sulle lasagne, da 2,1 a 2,4 sul gratin. Va detto con precisione che cosa stiamo confrontando: il ciclo del forno è una misura di laboratorio secondo la norma EN 60350-1, fatta su un carico standard e non su una teglia di lasagne, mentre il nostro è un calcolo su potenza e durata dichiarate. Non sono la stessa cosa, e l'ordine di grandezza non cambia. Se ti interessa il dettaglio dei forni, i numeri sono tutti in quanto consuma un forno. Quello che il microonde non ti dà è il risultato: niente crosta, niente doratura, a meno di usare il grill.

Il microonde non si spegne mai, e lo scrive Bosch

Nel capitolo sul risparmio energetico del libretto c'è la frase che vale il pezzo. Citiamo: «In conformità al regolamento UE relativo alla progettazione ecocompatibile 2023/826, questo apparecchio si trova in uno stato diverso quando è spento. Per definizione, quindi, non esiste né uno stato off né uno stato stand-by». Anche a funzione principale ferma l'apparecchio consuma per tre motivi dichiarati: sorveglia i tasti touch, sorveglia l'apertura dello sportello, aggiorna l'ora anche quando non la mostra.

Il regolamento (UE) 2023/826, che dal 9 maggio 2025 ha sostituito il vecchio 1275/2008 e che include esplicitamente i forni a microonde, impone a questi stati un tetto: 0,5 W se l'apparecchio si limita ad aspettare, 0,8 W se mostra informazioni o uno stato, cioè se tiene l'orologio acceso. Nessun numero è dichiarato, ma il tetto è legge, e su 8.708 ore l'anno fa 6,97 kWh, cioè 3,03 euro.

Da qui si capisce perché l'unico consiglio di risparmio che Bosch dà per il microonde è «nascondere l'ora». Passare da 0,8 a 0,5 W vale 2,63 kWh e 1,14 euro all'anno: pochi spiccioli, ma sono l'unica leva che hai, e sull'arco di vita dell'apparecchio diventano una decina di euro per un display che guardi tre secondi al giorno.

Il conto di un anno

Mettiamo un uso normale: un piatto riscaldato e una bevanda scaldata ogni giorno. Sono 54,08 kWh di cottura, 23,49 euro l'anno. Il resto lo fa l'attesa: 6,97 kWh al tetto di legge, 3,03 euro. Totale 26,51 euro all'anno, di cui l'11,4% speso mentre l'apparecchio non cuoce niente.

Il dato che rimette tutto in scala è il tempo: con quell'uso il microonde cucina per 52 ore l'anno e resta attaccato alla presa per le altre 8.708, cioè sta fermo il 99,4% del tempo. Ed è un apparecchio che costa poco: il più economico del catalogo che abbiamo rilevato sta a 138,00 euro, quindi in dieci anni la corrente costa quasi il doppio dell'apparecchio. Per una volta il prezzo d'acquisto non è la voce principale.

Consigli di PortosEunostos

  • Sul consumo: non cercare la classe energetica, non esiste. Guarda i watt assorbiti sulla scheda tecnica, non quelli grandi stampati sul frontale: quelli sono la potenza resa.

  • Sull'uso: per riscaldare e scongelare il microonde batte il forno senza discussione. Per cuocere qualcosa che deve dorare il conto si ribalta, perché finisci per usarli entrambi.

  • Sul risparmio: nascondi l'ora se il tuo modello lo permette, è l'unica regolazione che incide. Staccare la spina funziona, ma ti fa perdere orologio e programmi.

  • Sul venditore: chiedi di vedere scheda tecnica e libretto prima di comprare. Se il negozio non li ha, i dati per fare questo conto non li avrai mai.

La scelta Portos

Il microonde è l'elettrodomestico su cui si discute di consumi senza avere numeri, e invece i numeri ci sono: stanno nel libretto, non sull'etichetta. Dall'analisi delle specifiche la conclusione è semplice. Per riscaldare costa pochi centesimi, fra un quarto e la metà di quello che costa il forno; per cuocere i margini si assottigliano; e circa un euro su nove lo paghi per un apparecchio che aspetta.

Se stai valutando l'acquisto, conviene confrontare prezzi e disponibilità su SniffaPrezzi, dove i microonde sono oltre novecento. Per vedere che cosa c'è a catalogo oggi puoi consultare la selezione di microonde su OpportunityCommerce: al 5 novembre 2026 sono 147 modelli, da 138,00 a 2.349,00 euro, con una mediana di 506,35. Il modello su cui abbiamo fatto i conti, se ti interessa nel dettaglio, lo abbiamo analizzato in Bosch BEL523MS0.

Fonti e documentazione

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