Manutenzione

Frigorifero che fa rumore o non raffredda: cosa controllare prima di chiamare il tecnico

Il frigorifero ronza o non raffredda, e il primo pensiero è il tecnico. Due dei tre sintomi che spaventano di più sono però già scritti nella scheda dell'apparecchio: abbiamo letto 48.139 schede del registro europeo, il libretto Bosch e il documento di autoriparazione per capire quando è davvero un guasto.

Samantah Greco 7 min di lettura Aggiornato il:

Frigorifero che fa rumore o non raffredda: cosa controllare prima di chiamare il tecnico
In questa guida (7)
  1. 1Fa rumore: guarda prima quanti decibel dichiara
  2. 2I rumori che il produttore chiama "nessun guasto"
  3. 3Non raffredda: controlla la temperatura della stanza
  4. 4I controlli che risolvono senza chiamare nessuno
  5. 5Quando invece serve davvero il tecnico
  6. 6Consigli di PortosEunostos
  7. 7Fonti

Il frigorifero ronza, scatta, gorgoglia. Oppure il latte non è freddo come dovrebbe. Il primo pensiero è la chiamata al tecnico, che si paga anche quando non c'è niente da riparare. Il secondo pensiero, quello giusto, è aprire la scheda del tuo apparecchio: due dei tre sintomi che spaventano di più sono già scritti lì dentro, con un numero accanto.

Noi di PortosEunostos abbiamo scaricato il registro europeo EPREL, 48.139 fra frigoriferi e congelatori domestici, e lo abbiamo messo accanto al libretto e al documento di autoriparazione che Bosch pubblica per i suoi modelli. Ne esce una lista di controlli che costano zero euro e cinque minuti.

Fa rumore: guarda prima quanti decibel dichiara

Il rumore di un frigorifero non è un'opinione, è un dato obbligatorio. Ogni modello dichiara nel registro europeo la propria emissione di rumore aereo in dB(A) e la classe corrispondente, con le soglie del regolamento (UE) 2019/2016: A sotto i 30 dB, B da 30 a 36, C da 36 a 42, D da 42 in su.

Sui 48.139 apparecchi domestici del registro la mediana è 39 dB(A) e metà del mercato sta fra 38 e 41. Soprattutto: 36.311 modelli, il 75,4%, sono in classe C. Tre frigoriferi su quattro condividono la stessa lettera, quindi la classe non distingue quasi nulla e l'unico numero utile sono i decibel.

Tradotto in pratica: se il tuo apparecchio dichiara 39 o 40 dB e ti sembra rumoroso, non è guasto, è nella norma del mercato. Il confronto va fatto con il suo valore di targa, non con il frigorifero di casa di qualcun altro. E non è questione di prezzo: nel campione di 62 modelli Bosch e Siemens che seguiamo a catalogo, il Bosch KGN36NLEA da 695,69 euro e il Siemens KA93DAIEP da 2.476,07 euro dichiarano gli stessi 42 dB e la stessa classe D. Tre volte e mezzo il prezzo non compra silenzio.

Conta invece la posizione: su quei 62 modelli la mediana dei da incasso è 35 dB contro i 39 dB dei liberi.

I rumori che il produttore chiama "nessun guasto"

La tabella guasti del libretto Bosch di un combinato da 60 cm elenca dodici sintomi. In quattro casi la risposta del produttore è letteralmente "Nessun guasto", e sono proprio i quattro che portano più gente a telefonare:

  • Gorgoglii, ronzii, scatti e scricchiolii. Sono il refrigerante nei tubi, il motore e le elettrovalvole che si inseriscono, lo sbrinamento automatico che lavora.

  • Il compressore parte più spesso e resta acceso più a lungo. I moderni apparecchi hanno più livelli di potenza e si accendono di frequente proprio per consumare meno.

  • Brina sulla parete posteriore del vano frigorifero. Si sbrina da sola a intervalli regolari, come spieghiamo nel confronto fra No Frost e statico.

  • I fianchi dell'apparecchio sono caldi. Nelle pareti laterali passano i tubi che si riscaldano durante il raffreddamento, e il mobile accanto non subisce danni.

Quando invece il rumore è nuovo e meccanico, il libretto indica quattro cause verificabili in due minuti: apparecchio non in bolla, distanze minime non rispettate, parti estraibili inserite male, bottiglie o stoviglie che si toccano.

Non raffredda: controlla la temperatura della stanza

Qui sta il dato che quasi nessuno conosce. Ogni frigorifero dichiara una classe climatica, cioè l'intervallo di temperatura ambiente entro cui garantisce le temperature di conservazione in tutti gli scomparti. Il regolamento ne definisce quattro: SN da 10 a 32 gradi, N da 16 a 32, ST da 16 a 38, T da 16 a 43. Una sola, la SN, scende sotto i sedici gradi.

Sul registro, 20.057 modelli su 48.139, cioè il 41,66%, non dichiarano la classe SN: il loro minimo è 16 gradi. Un apparecchio così messo in garage, in cantina, in veranda o in una seconda casa non riscaldata, d'inverno non è guasto, è fuori specifica. Il termostato legge una stanza fredda, il compressore parte poco e il congelatore si scalda.

La funzione che risolve si chiama interruttore per la configurazione invernale, che il regolamento definisce utilizzabile sotto i 16 gradi. Ce l'hanno 1.632 modelli, il 3,39%, e fra i non SN, che ne avrebbero più bisogno, appena il 3,82%.

Una precisazione onesta: sui 62 modelli Bosch e Siemens che seguiamo a catalogo, tutti e 62 dichiarano la classe SN e dodici hanno anche l'interruttore invernale, tutti e dodici da incasso. Il rischio dei 16 gradi è reale ma dipende dal modello, e va letto sulla scheda invece che dato per scontato.

I controlli che risolvono senza chiamare nessuno

In ordine, dal più banale al meno ovvio.

  1. Il programma dimostrativo. Se l'apparecchio non raffredda ma display e luce interna sono accesi, sul Bosch è attivo il modo espositivo da negozio. Si disattiva tenendo premuto il tasto dei gradi per cinque secondi, poi si spegne e si riaccende. È la prima voce della tabella guasti.

  2. Il tempo. Dopo l'accensione l'apparecchio può impiegare diverse ore per arrivare alla temperatura impostata. Prima non va caricato e non va giudicato.

  3. Le griglie di ventilazione. Ostruite davanti o dietro, fanno lavorare il compressore più a lungo e alzano la temperatura interna. È la causa che il libretto ripete più volte.

  4. La porta. Allarme acustico, guarnizione che non chiude, prodotti che bloccano il battente. La guarnizione il produttore deve fornirtela per dieci anni.

  5. Il riavvio. Se la temperatura si discosta molto dall'impostazione, il libretto prescrive di spegnere, attendere cinque minuti e riaccendere.

  6. Lo sbrinamento manuale dell'evaporatore. Se un No Frost non raggiunge più la temperatura, l'evaporatore può essere gelato: va scollegato e lasciato aperto, e dopo circa venti minuti l'acqua inizia a scendere nella vaschetta.

Quando invece serve davvero il tecnico

La linea di confine la traccia il produttore stesso. Il documento di autoriparazione BSH per il freddo contiene diciotto procedure: guarnizione, maniglia, quattro tipi di cerniera, ripiani, portabottiglie, balconcini, cassetti e cinque interventi sull'illuminazione a LED. Le prime tredici sono alla portata di chi usa l'apparecchio, le cinque sui LED le riserva esplicitamente all'assistenza o a tecnici autorizzati.

Soprattutto, nessuna delle diciotto tocca il circuito refrigerante. Non è una dimenticanza: il regolamento (UE) 2019/2019 impone di fornire agli utilizzatori finali solo maniglie, cerniere, vassoi e cesti per sette anni e le guarnizioni per dieci, mentre termostati, sensori, schede elettroniche e sorgenti luminose vanno ai soli riparatori professionisti. Se il guasto è lì, la telefonata è giustificata.

Consigli di PortosEunostos

Cosa controllare sul prodotto. Il codice E-Nr sulla targhetta interna, che serve per ordinare qualsiasi ricambio. La classe climatica, prima ancora della classe energetica, se l'apparecchio non vive in una cucina riscaldata. I decibel dichiarati, non la lettera: è uno dei tre parametri della nostra guida alla scelta. E il consumo annuo, perché un compressore che gira sempre si vede in bolletta prima che in officina.

Come valutare il venditore. Chiedi se gestisce l'assistenza in garanzia direttamente o la gira al produttore, e quanto costa l'uscita del tecnico fuori garanzia. Confrontare lo stesso codice modello su più negozi resta il modo più rapido per capire quanto vale: su SniffaPrezzi le offerte sono affiancate, schede e disponibilità dei modelli citati sono su OpportunityCommerce.

Se il controllo si chiude con un preventivo in mano, la domanda successiva è se convenga ripararlo: l'abbiamo messa in numeri in quanto dura davvero un frigorifero e in quanto costa riparare un elettrodomestico. Per la manutenzione che previene metà di questi sintomi c'è ogni quanto sbrinare e pulire il frigorifero.

Da leggere anche: se il dubbio riguarda il vano congelatore, i numeri da controllare sono la temperatura obiettivo, la capacità di congelamento e le ore di autonomia senza corrente: Congelatore: a quanti gradi va tenuto e quanto dura davvero il cibo.

Fonti

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