Quanto costa usare un'asciugatrice in un anno
Data Pubblicazione: 17/09/2026 | | Efficienza

Quanto costa usare un'asciugatrice in un anno

Un ciclo di asciugatura costa fra i 30 e i 44 centesimi. Quello che cambia il conto di fine anno non è il modello, è quante volte premi quel tasto: dalle schede informative di undici asciugatrici in vendita, e con il prezzo ARERA del terzo trimestre 2026, la spesa annua va da poco più di 15 euro a quasi 160. Ecco come rifare il calcolo con i tuoi numeri.

Un ciclo di asciugatura costa fra i 30 e i 44 centesimi. È il numero da cui parte tutto, e si ricava dalla scheda informativa che ogni produttore è obbligato a pubblicare. Quello che cambia tutto il resto è quante volte premi quel tasto in un anno.

Abbiamo letto le schede informative di undici asciugatrici realmente in vendita, tutte a pieno formato da 60 cm, e abbiamo incrociato i consumi dichiarati con il prezzo dell'energia fissato da ARERA per il terzo trimestre 2026. Il risultato è una forbice molto più larga di quella che si legge di solito: da poco più di 15 euro a quasi 160 euro all'anno, con la stessa identica famiglia di prodotti.

La differenza non la fa il modello. La fa l'uso. È un conto che si può rifare in due minuti con i tuoi numeri, e in questa pagina lo facciamo insieme, dichiarando ogni volta da dove viene il dato.

La risposta breve

Con tre cicli a settimana, cioè 156 all'anno, un'asciugatrice a pompa di calore in classe C costa fra i 47 e i 54 euro di energia all'anno. La stessa quantità di bucato asciugata con un modello in classe E arriva a 68 euro. Sono differenze da 14 a 21 euro l'anno: reali, ma non drammatiche.

Il salto vero è un altro. Passare da due cicli a settimana a cinque, sulla stessa macchina in classe C, porta il conto da 31 a 78 euro: 47 euro in più, più del doppio di quanto separa la migliore classe dalla peggiore. Prima di guardare l'etichetta conviene quindi guardare l'abitudine.

In breve: cosa trovi in questa guida

  1. Il numero da cui parte tutto: il consumo per ciclo

  2. Quanti cicli fai davvero in un anno

  3. Il conto di un anno, per classe e per abitudine

  4. Perché le abitudini pesano più della classe

  5. Quanto costa un singolo carico

  6. Quale prezzo dell'energia usare

  7. Quanta acqua deve togliere dal bucato

  8. La centrifuga della lavatrice entra nel conto

  9. Il conto su dieci anni: quanto puoi pagare in più

  10. Quanto costa non usarla

  11. Le voci che non spostano il conto

  12. Cinque modi concreti di abbassare il conto

  13. Errori da evitare

  14. La scelta Portos

  15. Metodo e limiti di questo conto

  16. Fonti

Il numero da cui parte tutto: il consumo per ciclo

Dal 1º luglio 2025 le asciugabiancheria vendute in Europa seguono il Regolamento delegato (UE) 2023/2534. La scheda informativa di prodotto, quella che il produttore deve pubblicare e tenere aggiornata, riporta una voce che si chiama consumo ponderato di energia per ciclo di asciugatura ed è espressa in chilowattora.

Due cose vanno capite bene, perché da qui in poi tutto il conto dipende da loro.

La prima: il valore è ponderato. Non è il consumo del carico pieno, è una media pesata fra il programma standard a pieno carico e lo stesso programma a mezzo carico. Serve a rendere confrontabili modelli diversi, non a fotografare il tuo singolo ciclo.

La seconda: è dichiarato per un ciclo, non per cento cicli. Le lavatrici e le lavastoviglie hanno un'etichetta che ragiona su cento cicli, le asciugatrici no. Non esiste quindi un consumo annuo ufficiale di riferimento: il regolamento ti dà il costo di una asciugatura, il numero di asciugature lo metti tu.

Sugli undici modelli che abbiamo letto, tutti a pompa di calore e tutti da 60 cm di larghezza, il consumo dichiarato va da 0,95 kWh a 1,38 kWh per ciclo. Le capacità sono di 8 e 9 kg, le classi energetiche vanno dalla C alla E. Qui sotto i valori, presi uno per uno dalle schede del produttore.

ModelloCapacitàIndice IEEClassekWh per ciclo
WQB246D0IT9 kg52,0C0,95
WQG233D0IT8 kg57,0C0,97
WQG235C0IT8 kg60,0C1,02
WQB245B0IT9 kg60,0C1,10
WQG243D6IT9 kg60,0C1,10
WQG245D0IT9 kg60,0C1,10
WTH8521EII8 kg70,0D1,19
WQG24200IT9 kg70,0D1,28
WQG23100IT8 kg78,0E1,32
WTR85V08IT8 kg78,0E1,32
WTH83208II8 kg81,0E1,38

Per il conto che segue useremo quattro di questi valori come riferimento: 0,95 kWh (il più efficiente del gruppo), 1,10 kWh (il valore più ricorrente, tre modelli su undici), 1,28 kWh (classe D) e 1,38 kWh (il meno efficiente). Coprono l'intera offerta a pompa di calore in commercio oggi.

Quanti cicli fai davvero in un anno

Qui non esiste un dato di legge, e chi te lo presenta come tale ti sta vendendo una stima travestita da certezza. L'unico modo onesto è ragionare per scenari.

Un'asciugatrice non si usa a ogni lavaggio: si usa sui capi che servono subito, nelle stagioni in cui stendere non funziona, e sui carichi che occupano troppo spazio in casa. Le abitudini che vediamo più spesso sono queste.

  • Un ciclo a settimana (52 all'anno). Una o due persone, uso stagionale, asciugamani e lenzuola. È il caso di chi ha un balcone e la usa solo da novembre a marzo.

  • Due cicli a settimana (104 all'anno). Coppia senza balcone, oppure famiglia che asciuga solo una parte del bucato.

  • Tre cicli a settimana (156 all'anno). Il caso più comune in una famiglia di tre o quattro persone che usa l'asciugatrice tutto l'anno ma non su tutti i lavaggi.

  • Cinque cicli a settimana (260 all'anno). Quattro o cinque persone, bambini piccoli, sport, poco spazio per stendere.

  • Sette cicli a settimana (364 all'anno). Un ciclo al giorno. Famiglia numerosa, oppure casa senza alcuno spazio esterno.

Questi non sono dati: sono scenari di lettura, e li dichiariamo come tali. Se vuoi il tuo numero esatto, conta i cicli di una settimana tipo e moltiplica per 52. È l'unico dato personalizzato che serve.

Il conto di un anno, per classe e per abitudine

Incrociando le due variabili si ottiene la tabella che segue. Il prezzo usato è 0,3163 euro per kWh, il prezzo di riferimento fissato da ARERA per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela dal 1º luglio 2026, tasse incluse. Più avanti spieghiamo perché abbiamo scelto proprio questo e come adattarlo alla tua bolletta.

CicliClasse C, 0,95 kWhClasse C, 1,10 kWhClasse D, 1,28 kWhClasse E, 1,38 kWh
1 a settimana (52)15,63 euro18,09 euro21,05 euro22,70 euro
2 a settimana (104)31,25 euro36,18 euro42,11 euro45,40 euro
3 a settimana (156)46,88 euro54,28 euro63,16 euro68,09 euro
5 a settimana (260)78,13 euro90,46 euro105,26 euro113,49 euro
7 a settimana (364)109,38 euro126,65 euro147,37 euro158,88 euro
Il costo annuo di un'asciugatrice per classe energetica e per numero di cicli: da 15,63 a 158,88 euro

Il conto di un anno: cinque abitudini d'uso per quattro livelli di consumo dichiarato. Prezzo ARERA del terzo trimestre 2026.

La prima riga e l'ultima raccontano già tutto: fra l'angolo in alto a sinistra e quello in basso a destra ci sono 143 euro all'anno, e in mezzo c'è lo stesso identico tipo di apparecchio.

Perché le abitudini pesano più della classe

Mettiamo i due effetti uno accanto all'altro, a parità di tutto il resto.

Effetto classe. A tre cicli a settimana, passare dalla migliore classe C alla peggiore classe E costa poco più di 21 euro in più all'anno (da 46,88 a 68,09). È la differenza fra due macchine diverse, con lo stesso uso.

Effetto abitudine. Sempre a parità di macchina, e prendendo la più efficiente del gruppo, passare da due a cinque cicli a settimana costa 46,88 euro in più all'anno (da 31,25 a 78,13). È la differenza fra due modi di usare la stessa macchina.

Il secondo effetto è più del doppio del primo. E i due si sommano: una classe E usata cinque volte a settimana costa 113,49 euro, una classe C usata due volte ne costa 31,25. Quasi quattro volte tanto, e non è la macchina a fare la differenza.

Ne esce una gerarchia semplice, che è poi il motivo per cui questa pagina esiste: contano prima i cicli, poi la classe, poi la capacità. Sulla capacità siamo già stati precisi altrove, dati alla mano: fra un modello da 8 e uno da 9 kg ballano poco più di sei euro l'anno, cioè l'ultimo posto in questa classifica.

Quanto costa un singolo carico

È il numero che serve quando sei davanti alla macchina e ti chiedi se conviene accenderla adesso o aspettare.

  • Modello in classe C da 0,95 kWh: 30 centesimi a ciclo.

  • Modello in classe C da 1,10 kWh: 35 centesimi a ciclo.

  • Modello in classe D da 1,28 kWh: 40 centesimi a ciclo.

  • Modello in classe E da 1,38 kWh: 44 centesimi a ciclo.

Rapportato al bucato, il conto diventa ancora più concreto. La macchina più efficiente asciuga a circa 3,3 centesimi al chilo, la meno efficiente a 5,5 centesimi al chilo. Un carico pieno da nove chili di asciugamani costa quindi trenta centesimi di corrente da asciugare: quanto un caffè al bar ogni quattro carichi.

Detto in modo diretto: il singolo ciclo non è una spesa che vale la pena rimandare. È la somma dei cicli a fare il numero in bolletta.

Quale prezzo dell'energia usare

Questa è la variabile che più spesso viene lasciata implicita, ed è sbagliato: cambiare il prezzo cambia il risultato in proporzione diretta.

Il riferimento pubblico più solido è il prezzo ARERA per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela. Dal 1º luglio 2026 vale 31,63 centesimi al kWh tasse incluse, in aumento del 4,6% sul trimestre precedente. Si compone di 16,92 centesimi per l'approvvigionamento, 2,11 per la commercializzazione al dettaglio, e poi trasporto, oneri e imposte. Le cinque voci sommate danno esattamente 31,63: è il controllo di coerenza che ci ha permesso di validare il dato.

Attenzione però a un punto che quasi nessuno dice: questo prezzo riguarda soltanto i clienti vulnerabili rimasti in tutela, circa tre milioni di famiglie. Se sei sul mercato libero, il tuo prezzo è quello del tuo contratto e può essere sensibilmente diverso, in più o in meno.

Per questo motivo negli articoli Portos usiamo anche una seconda colonna a 0,25 euro al kWh: non è un prezzo di mercato, è una convenzione stabile che serve a confrontare fra loro gli apparecchi senza che il risultato cambi ogni trimestre. Con quella convenzione i valori della tabella scendono di circa il 21%: i 46,88 euro dei tre cicli a settimana in classe C diventano 37,05 euro.

Se hai un contratto a fasce, infine, spostare l'asciugatura alla sera tardi o al fine settimana sposta davvero qualcosa, perché la fascia F3 costa meno della F1. Di quanto, però, dipende dal tuo contratto: il numero è sulla tua bolletta, non su questa pagina, e non ce lo inventiamo.

Quanta acqua deve togliere dal bucato

Per capire se quei numeri sono alti o bassi bisogna guardare il lavoro fisico che la macchina deve fare. È un passaggio che non troverai su una scheda prodotto, ma si ricava da dati dichiarati.

Le schede delle lavatrici, ai sensi del Regolamento delegato (UE) 2019/2014, dichiarano il contenuto di umidità residua a fine centrifuga, in percentuale sul peso del bucato asciutto. Abbiamo letto quattro schede di lavatrici da 9 kg dello stesso produttore: i valori dichiarati sono 50,5%, 51,4%, 52,0% e 52,9%.

Significa che un carico pieno da nove chili esce dalla lavatrice con circa 4,6 chili di acqua addosso. Sono quattro litri e mezzo abbondanti che l'asciugatrice deve far evaporare e raccogliere.

Per evaporare un chilo d'acqua servono circa 0,63 kWh di calore latente. Per 4,6 chili fanno quindi circa 2,9 kWh di energia teorica. La macchina più efficiente del gruppo ne dichiara 0,95: circa un terzo.

Non è un errore e non è magia: è esattamente ciò che fa una pompa di calore. Quando l'aria umida passa sul condensatore, il calore che l'acqua rilascia condensando non viene buttato fuori, viene recuperato e rimesso in circolo. È il motivo tecnico per cui questi apparecchi consumano meno di quanto la fisica dell'evaporazione richiederebbe a un riscaldatore, e il motivo per cui la tecnologia conta più di tutto il resto. Se vuoi il confronto completo, lo abbiamo fatto nella guida su pompa di calore e condensazione.

Un avvertimento sulla lettura di questo rapporto: il valore dichiarato è ponderato fra pieno e mezzo carico, mentre i 4,6 chili d'acqua si riferiscono al carico pieno. Il rapporto di un terzo è quindi un ordine di grandezza corretto, non una misura di rendimento.

La centrifuga della lavatrice entra nel conto

Da quei numeri discende una conseguenza pratica che vale soldi veri: quanta acqua l'asciugatrice deve togliere non lo decide l'asciugatrice, lo decide la tua lavatrice.

Dividendo il consumo dichiarato per i chili d'acqua presenti nel cesto si ottiene un costo unitario di circa 0,20 kWh per ogni chilo d'acqua rimossa, cioè poco più di 6 centesimi. Su 156 cicli all'anno, ogni chilo d'acqua in più per carico vale quindi circa 10 euro l'anno.

Quanto può cambiare? Le quattro lavatrici che abbiamo letto sono tutte in classe B di centrifuga, con valori compresi fra 50,5% e 52,9%: fra la migliore e la peggiore del gruppo ballano 0,22 chili d'acqua su un carico da nove, cioè poco più di due euro all'anno. Dentro la stessa classe, quindi, la differenza è trascurabile.

Il discorso cambia se la lavatrice è vecchia o di fascia bassa e lascia il bucato molto più bagnato. Con un'umidità residua del 60% invece del 52%, sullo stesso carico da nove chili ci sono 0,7 chili d'acqua in più: circa 0,14 kWh e 4 centesimi a ciclo, cioè una settantina di euro su dieci anni di uso a tre cicli a settimana. Non è la voce principale della bolletta, ma è un motivo in più per non trascurare la centrifuga quando si cambia lavatrice. Il conto dell'altra metà della lavanderia lo trovi in quanto consuma una lavatrice.

Il conto su dieci anni: quanto puoi pagare in più

Un'asciugatrice non si cambia ogni due anni. Il modo corretto di usare questi numeri, davanti a due cartellini di prezzo diverso, è portarli sull'orizzonte di vita dell'apparecchio.

Prendiamo la differenza fra il modello più efficiente (0,95 kWh, classe C) e il meno efficiente (1,38 kWh, classe E) del nostro gruppo, e vediamo quanto vale su dieci anni.

Cicli a settimanakWh risparmiati all'annoRisparmio all'annoRisparmio su 10 anni
122,47,07 euro71 euro
244,714,14 euro141 euro
367,121,22 euro212 euro
5111,835,36 euro354 euro
7156,549,51 euro495 euro

Letta al contrario, questa tabella dice quanto puoi ragionevolmente pagare in più per la classe migliore. Se fai un ciclo a settimana, un sovrapprezzo superiore a 70-80 euro non si ripaga: meglio mettere quei soldi nella silenziosità o nella capacità. Se ne fai cinque, un sovrapprezzo di 300 euro rientra comodamente.

È lo stesso metodo che useremmo davanti a qualsiasi elettrodomestico: il prezzo giusto non esiste in assoluto, esiste in relazione a quanto lo accendi. Per tutto il resto dei criteri di scelta, la guida completa è come scegliere un'asciugatrice.

Quanto costa non usarla

La domanda arriva sempre, ed è legittima: stendere costa zero, quindi l'alternativa più economica è non comprarla. In parte è vero, ma il conto va fatto per intero.

Stendere all'aperto, quando il tempo lo consente, costa effettivamente zero in energia ed è l'opzione migliore. Non c'è nessun argomento tecnico che possa dire il contrario.

Stendere dentro casa è un'altra cosa. Quei 4,6 chili d'acqua che abbiamo contato non spariscono: finiscono nell'aria dell'appartamento. Un carico pieno steso in salotto immette quattro litri e mezzo d'acqua in un ambiente chiuso, tipicamente in inverno, con le finestre chiuse e il riscaldamento acceso. Il risultato è umidità sui vetri, tempi di asciugatura lunghissimi e, nelle case più esposte, muffa negli angoli freddi.

A quel punto si aprono le finestre o si accende un deumidificatore, e il costo non è più zero: è solo spostato su un'altra voce e distribuito su tutta la casa. Di quanto sia, esattamente, dipende dall'apparecchio e dalla stanza, e non abbiamo un dato dichiarato da cui ricavarlo: quindi non lo scriviamo.

La conclusione onesta è questa. Se hai uno spazio esterno e un clima che ti permette di usarlo per buona parte dell'anno, l'asciugatrice è un accessorio di comodità e va comprata sapendo che il ritorno economico non c'è. Se vivi in un appartamento senza balcone, il confronto non è fra 47 euro all'anno e zero: è fra 47 euro all'anno e un problema di umidità da gestire comunque.

Le voci che non spostano il conto

Per completezza, e per chiuderle una volta per tutte, ecco le voci che si leggono spesso e che pesano poco.

Il consumo da spenta. Le schede dichiarano 0,30-0,50 W in modo spento. Lasciando la macchina attaccata alla presa tutto l'anno si arriva a circa 4,4 kWh, cioè 1,39 euro. Staccare la spina non è una strategia di risparmio.

L'avvio ritardato. Assorbe 4,00 W dichiarati mentre aspetta. Sei ore di attesa sono 24 wattora, meno di un centesimo. Anche usandolo a ogni ciclo, su un anno si resta sotto i due euro.

La manutenzione. Filtri e condensatore si puliscono con acqua, non si comprano. Non c'è un materiale di consumo, a differenza di quello che succede con altri elettrodomestici. La manutenzione costa tempo, non soldi, e va fatta perché un filtro intasato allunga i cicli e quindi alza il consumo reale.

L'acqua. Un'asciugatrice non consuma acqua. La produce, anzi, e va svuotata o scaricata.

Cinque modi concreti di abbassare il conto

Nessuno di questi è un trucco: sono conseguenze dirette dei numeri visti finora.

  1. Riempi il cesto. Sui modelli analizzati il programma a mezzo carico impiega dal 57% al 67% del tempo del carico pieno, mai la metà. Due mezzi carichi costano quindi più di un carico pieno, in tempo e in energia.

  2. Alza i giri della centrifuga sui capi che lo sopportano. Ogni chilo d'acqua tolto dalla lavatrice è circa 0,20 kWh che l'asciugatrice non deve spendere, e la centrifuga quell'acqua la toglie a costo molto più basso.

  3. Usa il programma a sensore, non il timer. I modelli moderni misurano l'umidità e si fermano da soli: impostare a mano venti minuti in più è energia buttata e tessuti stressati.

  4. Non asciugare insieme cotone e sintetico. Il ciclo si regola sul capo più lento, quindi il sintetico resta dentro molto più del necessario.

  5. Pulisci il filtro a ogni carico. È l'unica manutenzione davvero quotidiana e incide direttamente sulla durata del ciclo.

Errori da evitare

Confrontare il consumo dichiarato di un'asciugatrice con quello di una lavatrice. Non sono la stessa unità: la lavatrice dichiara il consumo per cento cicli, l'asciugatrice per uno. Confrontarli direttamente porta a conclusioni sbagliate di due ordini di grandezza.

Scegliere la classe senza contare i cicli. È l'errore più costoso in senso letterale: pagare 300 euro in più per una classe migliore usandola una volta a settimana significa non rientrare mai.

Prendere per buono un costo annuo trovato online senza sapere quanti cicli e quale prezzo del kWh ci sono dietro. Come mostra la tabella, con gli stessi apparecchi si può scrivere qualsiasi numero fra 16 e 159 euro. Se le due variabili non sono dichiarate, il numero non vuol dire niente.

Considerare l'asciugatrice un investimento che si ripaga. Non lo è, e non deve esserlo: è un apparecchio che compra tempo e spazio. Quello che si ripaga, semmai, è la differenza fra una classe e l'altra.

Ignorare il rumore perché non compare in bolletta. Se la macchina sta in cucina o vicino alla camera, i decibel dichiarati decidono se potrai farla girare la sera, cioè se potrai usare le ore in cui l'energia costa meno.

La scelta Portos

Il costo annuo di un'asciugatrice è una funzione a due variabili, e quasi tutti ne raccontano solo una. La classe energetica sposta il conto fino al 45% a parità di uso; il numero di cicli lo sposta di un fattore sette.

Il nostro consiglio è quindi di fare il conto in questo ordine. Prima stima i tuoi cicli reali contando una settimana. Poi cerca la riga corrispondente nella tabella e leggi le quattro colonne: quella è la forbice dentro cui cadrà la tua bolletta, qualunque modello tu scelga. Solo a quel punto guarda la differenza di prezzo fra due macchine e chiediti se il delta su dieci anni la giustifica.

Se il tuo uso è occasionale, meno di due cicli a settimana, prendi la macchina che ti convince per capacità, silenziosità e programmi: la classe è quasi irrilevante, e i numeri lo dimostrano. Se il tuo uso è quotidiano, la classe diventa la prima voce da guardare e un sovrapprezzo di qualche centinaio di euro per il modello più efficiente è denaro ben speso.

In entrambi i casi vale la pena verificare che la capacità sia almeno pari a quella della lavatrice, altrimenti ogni carico pieno andrà spezzato in due e il conto dei cicli, che è la variabile che pesa di più, raddoppierà da solo.

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Metodo e limiti di questo conto

Portos non possiede fisicamente questi apparecchi e non li ha misurati. Tutti i valori di consumo, capacità e umidità residua citati sono dati dichiarati dal produttore nelle schede informative di prodotto obbligatorie, scaricate e lette una per una nel settembre 2026.

I costi in euro sono calcoli nostri: consumo dichiarato moltiplicato per il numero di cicli, moltiplicato per il prezzo dell'energia indicato. Il prezzo usato è quello ARERA del terzo trimestre 2026 per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela. Non è il prezzo del mercato libero e non è il tuo prezzo: è un riferimento pubblico e verificabile.

Il consumo reale di un ciclo dipende dal programma scelto, dal tipo di tessuto, dal grado di asciugatura impostato, dalla temperatura del locale e dallo stato dei filtri. Il valore dichiarato si riferisce al programma standard, che è anche il più efficiente: nell'uso quotidiano, con programmi rapidi o ad alta temperatura, il consumo reale è tipicamente più alto.

Infine, i consumi per chilo e il rapporto con l'energia di evaporazione sono ottenuti dividendo un valore ponderato fra pieno e mezzo carico per la capacità nominale. Sono indicazioni comparative, non misure. Dove un dato non era verificabile da fonte primaria, in questa pagina non è stato scritto.

Fonti

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Domande Frequenti

Fra 30 e 44 centesimi di energia, secondo i consumi dichiarati dai produttori sulle schede informative di prodotto e al prezzo di riferimento ARERA di 0,3163 euro per kWh del terzo trimestre 2026. Un modello a pompa di calore in classe C consuma 0,95 kWh per ciclo e costa 30 centesimi; uno in classe E consuma 1,38 kWh e ne costa 44.
Dipende quasi tutto da quante volte la accendi. Con un ciclo a settimana si spendono fra 16 e 23 euro all'anno; con tre cicli a settimana fra 47 e 68 euro; con un ciclo al giorno fra 109 e 159 euro. La forbice è larga perché il regolamento dichiara il consumo di un singolo ciclo, non un consumo annuo: il numero di cicli lo metti tu.
Solo se la usi spesso. Fra il modello più efficiente e il meno efficiente del gruppo che abbiamo analizzato la differenza è di 7 euro all'anno con un ciclo a settimana e di 50 euro all'anno con un ciclo al giorno. Su dieci anni di vita significa 71 euro nel primo caso e 495 nel secondo: è questo il sovrapprezzo massimo che ha senso pagare per la classe superiore.
Pochissimo. Le schede dichiarano fra 0,30 e 0,50 W in modo spento: lasciandola attaccata alla presa tutto l'anno si arriva a circa 4,4 kWh, cioè 1,39 euro. L'avvio ritardato assorbe 4 W mentre aspetta, meno di un centesimo per sei ore di attesa. Staccare la spina non è una strategia di risparmio.
All'aperto sì, senza discussioni: costa zero. In casa il conto è diverso, perché un carico pieno da nove chili esce dalla lavatrice con circa 4,6 chili d'acqua addosso e quell'acqua finisce nell'aria dell'appartamento. In inverno, a finestre chiuse, si traduce in umidità, tempi lunghissimi e rischio di muffa: il costo non è zero, è solo spostato su un'altra voce.

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