Quanto consuma un piano a induzione: i consumi reali e il costo
Data Pubblicazione: 13/09/2026 | | Efficienza

Quanto consuma un piano a induzione: i consumi reali e il costo

I kilowatt scritti sul libretto sono il tetto dell'impianto, non il consumo. Una cottura normale sta tra 0,1 e 0,5 kWh e un anno di cucina tra 180 e 450 kWh. Qui i dati che i produttori devono dichiarare, le stime piatto per piatto e il conto in euro, con il metodo di calcolo scritto per intero.

Sul libretto di un piano a induzione c'è scritto un numero grosso, spesso superiore ai 7 kW. È la somma di tutte le zone accese al massimo nello stesso istante, una condizione che nella vita reale non si verifica quasi mai. Non è il consumo: è il tetto dell'impianto.

Il consumo vero di un piano a induzione è molto più piccolo di quanto suggerisca quel numero, e dipende quasi interamente da due cose: quanti minuti tieni accesa una zona e a che potenza. Il resto, cioè le differenze tra un modello e l'altro, pesa pochissimo.

Qui trovi i dati che i produttori sono obbligati a dichiarare, quanto consuma davvero un piatto di pasta, quanto fa in un anno e quanto costa in euro. Il metodo di calcolo è scritto per intero, così puoi rifare i conti con il prezzo che paghi tu.

La risposta breve

Una cottura normale su un piano a induzione sta quasi sempre tra 0,1 e 0,5 kWh. Portare a bollore un litro d'acqua costa circa 0,11 kWh, una pasta per quattro persone circa 0,5 kWh, un sugo a fuoco basso per due ore circa 0,5 kWh.

Su base annua, una coppia che cucina un pasto caldo al giorno resta indicativamente tra 180 e 250 kWh; una famiglia di quattro che cucina due volte al giorno arriva a 350-450 kWh. Al prezzo di riferimento regolato di settembre 2026 sono rispettivamente 57-79 euro e 111-142 euro l'anno.

La differenza di consumo tra un piano e l'altro, invece, è quasi irrilevante: i valori dichiarati che abbiamo verificato stanno tra 175,0 e 178,3 Wh/kg, cioè meno del 2% di scarto. Scegliere il piano guardando questo numero non ha molto senso; cambiare due abitudini in cucina sposta molto di più.

In breve: cosa trovi in questa guida

  1. Perché la potenza scritta sul piano non è il consumo

  2. Il numero che i produttori dichiarano davvero: i Wh/kg

  3. Cosa dicono le schede ufficiali: tre modelli a confronto

  4. La zona flessibile consuma un po' di più

  5. Quanto consuma un piatto, cottura per cottura

  6. Quanto fa in un anno

  7. Quanto costa in euro

  8. Cosa sposta davvero il consumo

  9. Il booster fa consumare di più?

  10. Il contatore: bastano 3 kW?

  11. Perché il piano cottura non ha la classe energetica

  12. Errori da evitare

  13. La scelta Portos

  14. Fonti

Perché la potenza scritta sul piano non è il consumo

La potenza si misura in kilowatt (kW) e dice quanta energia l'apparecchio può assorbire in un istante. Il consumo si misura in kilowattora (kWh) e dice quanta energia hai effettivamente usato: è potenza moltiplicata per tempo.

Una zona da 2 kW tenuta accesa al massimo per mezz'ora consuma 1 kWh. La stessa zona, usata al livello che serve davvero per far sobbollire un sugo, assorbe forse 250 W: in due ore consuma 0,5 kWh, cioè la metà.

Ecco perché la potenza di allacciamento dichiarata sul libretto non ti dice nulla sul consumo. Serve all'elettricista per dimensionare la linea, non a te per stimare la bolletta. Un piano con quattro zone potenti e uno con tre zone modeste, usati per cucinare gli stessi piatti, consumano quantità di energia molto simili.

C'è poi una voce che il gas non ha: un piano a induzione resta alimentato anche da spento, perché i comandi a sfioramento e l'indicatore di calore residuo hanno bisogno di corrente. È un assorbimento piccolo, che varia da modello a modello e che i produttori non sono tenuti a dichiarare: non lo quantifichiamo perché non abbiamo un dato verificabile, ma è giusto sapere che esiste.

Il numero che i produttori dichiarano davvero: i Wh/kg

Esiste un dato obbligatorio, ed è quello da guardare. Il Regolamento (UE) 66/2014 sulla progettazione ecocompatibile impone ai costruttori di dichiarare il consumo energetico di un piano cottura elettrico espresso in wattora per chilogrammo (Wh/kg): l'energia necessaria a scaldare un chilo di carico in una prova normalizzata, misurata secondo la norma tecnica EN 60350-2.

La prova non è una cottura vera. Si parte a temperatura ambiente, si scalda alla massima potenza fino a 70 °C, poi si scende a circa un quarto della potenza fino a 90 °C e infine si mantiene la temperatura per un periodo definito. Pentola, carico e procedura sono gli stessi per tutti, ed è questo che rende i numeri confrontabili.

Due precisazioni che evitano interpretazioni sbagliate.

La prima: il valore in Wh/kg non è l'energia di un piatto. Comprende una fase di mantenimento, e l'energia serve anche a scaldare la pentola, non solo l'acqua. Portare un chilo d'acqua da 20 a 90 °C, sulla carta, richiede circa 81 Wh; il valore dichiarato è più del doppio proprio perché misura un ciclo completo, non un riscaldamento secco.

La seconda: da questo numero non si ricava il rendimento del piano. È un indice di confronto tra apparecchi sottoposti alla stessa prova, non una misura di quanta energia finisce nel cibo. Il rendimento dell'induzione, intorno all'85-90% contro il 40-55% di un bruciatore a gas, è un'altra cosa e lo abbiamo trattato nel confronto tra piano a induzione e piano a gas.

Cosa dicono le schede ufficiali: tre modelli a confronto

Abbiamo letto le informazioni di prodotto che Bosch pubblica ai sensi del Regolamento (UE) 66/2014 per tre piani a induzione di formati e configurazioni diverse. Sono documenti ufficiali del produttore, non schede di negozio.

ModelloFormato e zoneConsumo del pianoConsumo per zona
PUE611BB5J60 cm, 4 zone circolari (21,0 / 18,0 / 18,0 / 14,5 cm)175,0 Wh/kg175,0 su tutte e quattro
PVS631FB5E60 cm, 3 zone di cui una area flessibile 38,0 x 21,0 cm (più 18,0 e 14,5 cm)178,3 Wh/kg185,0 / 175,0 / 175,0
PVS831HB1E80 cm, 3 zone di cui una area flessibile 38,0 x 21,0 cm (più 28,0 e 14,5 cm)178,3 Wh/kg185,0 / 175,0 / 175,0

Da questi numeri si leggono tre cose concrete.

Il valore del piano è la media di quelli delle zone. Nel modello a tre zone: 185,0 più 175,0 più 175,0 diviso tre fa 178,3. Nel modello a quattro zone tutte da 175,0 il piano dichiara 175,0. Non è una media pesata sull'uso reale, quindi un piano con molte zone efficienti e una meno efficiente viene penalizzato quanto una che quella zona non la usa mai.

Il formato non cambia il consumo dichiarato. Il piano da 80 cm e quello da 60 cm con la stessa configurazione di zone dichiarano esattamente lo stesso valore, 178,3 Wh/kg. È logico: il dato è per chilogrammo di carico, non per apparecchio. Un piano più largo non consuma di più, offre solo più spazio.

Le differenze tra modelli sono minime. Tra 175,0 e 178,3 Wh/kg ci sono meno di due punti percentuali. Per dare un riferimento esterno, il portale Topten.it, che seleziona i prodotti più efficienti sul mercato italiano, ammette nelle sue liste i piani con consumo inferiore a 171,5 Wh/kg, e i modelli elencati stanno tra 152,5 e 166,2 Wh/kg. Anche prendendo gli estremi, tra un piano da 152 e uno da 185 Wh/kg il divario è intorno al 20% su una voce di bolletta che vale poche decine di euro l'anno.

La zona flessibile consuma un po' di più

È il dettaglio più interessante che emerge dalle schede. Nei due modelli dotati di area flessibile, quella grande superficie rettangolare da 38,0 x 21,0 cm che permette di appoggiare una pentola ovale o due padelle affiancate, il consumo dichiarato è di 185,0 Wh/kg contro i 175,0 delle zone circolari. Circa il 6% in più a parità di prova.

Il motivo è intuitivo: l'area flessibile deve riconoscere e alimentare pentole di forma e posizione qualsiasi, e per farlo attiva più induttori sotto il vetro. Una parte del campo lavora dove la pentola non c'è, o dove copre solo parzialmente.

Non è un difetto ed è un ottimo motivo per non rinunciare alla zona flessibile, che risolve problemi reali con pesciere e teglie. È però un buon motivo per non usarla come zona predefinita per la pentola dell'acqua: per quella c'è la zona circolare del diametro giusto, e consuma un po' meno.

Quanto consuma un piatto, cottura per cottura

Qui non riportiamo misure di laboratorio, perché Portos non ha provato fisicamente questi apparecchi. Riportiamo un calcolo, con le ipotesi tutte dichiarate, che puoi controllare riga per riga.

Il punto di partenza è fisica elementare: scaldare un chilogrammo d'acqua di un grado richiede 1,163 wattora. Portare un litro da 20 a 100 °C richiede quindi 93 Wh di energia utile. Poiché l'induzione trasferisce alla pentola circa l'85-90% dell'energia che assorbe, abbiamo diviso l'energia utile per un rendimento dell'87% per ottenere l'energia prelevata dalla rete. Per le cotture in padella, dove non c'è un calcolo termodinamico semplice, abbiamo assunto una potenza media assorbita e l'abbiamo scritta accanto.

Infografica Portos con il consumo stimato in kilowattora e il costo in euro di otto cotture tipiche su un piano a induzione: acqua per tisana, un litro a bollore, pasta per due, pasta per quattro, risotto, soffritto in padella, bistecca e sugo a fuoco lento

Stima Portos: consumo ed equivalente in euro delle cotture più comuni, con il metodo di calcolo dichiarato nel testo.

CotturaIpotesiConsumo stimatoCosto a 0,32 €/kWh
Acqua per una tisana0,5 L da 20 a 100 °C0,05 kWh0,02 €
Un litro d'acqua a bollore1 L da 20 a 100 °C0,11 kWh0,03 €
Risotto20 minuti a 600 W medi0,20 kWh0,06 €
Soffritto e verdure saltate15 minuti a 900 W medi0,23 kWh0,07 €
Pasta per due2 L a bollore più 10 minuti di cottura a 350 W0,27 kWh0,09 €
Bistecca in padella10 minuti a 1.800 W medi0,30 kWh0,09 €
Sugo a fuoco lento2 ore a 250 W medi0,50 kWh0,16 €
Pasta per quattro4 L a bollore più 11 minuti di cottura a 500 W0,52 kWh0,16 €

La lettura utile è questa: le cotture brevi ad alta potenza e le cotture lunghe a bassa potenza finiscono nello stesso ordine di grandezza. Una bistecca da dieci minuti e un sugo da due ore consumano quasi lo stesso. È il prodotto potenza per tempo che conta, non l'intensità percepita della fiamma.

Quanto fa in un anno

Sommando le cotture di una giornata tipo si arriva al consumo annuo. Una cena per due con pasta e un contorno in padella vale circa 0,5 kWh; una giornata di una famiglia di quattro con pranzo e cena cucinati sta intorno a 1,1 kWh.

Come cuciniConsumo annuo stimato
Una persona, un pasto al giorno120-180 kWh
Coppia, un pasto caldo al giorno180-250 kWh
Famiglia di quattro, pranzo e cena350-450 kWh

Un riscontro indipendente: Topten.it stima il costo di esercizio dei piani cottura ipotizzando un'ora di utilizzo al giorno. Trecentosessantacinque ore l'anno a una potenza media assorbita intorno a 0,9 kW danno circa 330 kWh, dentro la fascia che abbiamo indicato per la famiglia numerosa.

Per dare una scala: sono cifre confrontabili con quelle di una lavastoviglie o di un frigorifero moderno, e nettamente inferiori a quelle di un'asciugatrice. Il piano cottura non è mai la voce principale della bolletta elettrica di una casa.

Quanto costa in euro

Qui serve una precisazione, perché il prezzo dell'energia elettrica non è un numero unico. Dal 1° luglio 2026 il prezzo di riferimento fissato da ARERA per il cliente tipo è di 31,63 centesimi di euro per kWh, tasse incluse, in aumento del 4,6% rispetto al trimestre precedente. Attenzione però: quel prezzo riguarda i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela, circa tre milioni di utenze. Se hai un contratto sul mercato libero, il tuo prezzo è quello scritto in bolletta e può essere sensibilmente diverso.

Per questo diamo il conto su due livelli invece che su uno.

Consumo annuoA 0,25 €/kWhA 0,3163 €/kWh
150 kWh38 €47 €
250 kWh63 €79 €
350 kWh88 €111 €
450 kWh113 €142 €

Il modo più onesto di leggere questa tabella è confrontare le due colonne. Passare da 0,25 a 0,32 euro al kWh pesa più di qualsiasi differenza tra modelli di piano: sullo stesso consumo di 350 kWh sono 23 euro l'anno, mentre tra il piano più efficiente e quello meno efficiente che abbiamo trovato la differenza si ferma a pochi euro. Il prezzo che paghi conta più dell'apparecchio che compri.

Cosa sposta davvero il consumo

Quattro abitudini valgono più di qualunque scelta di modello.

Il coperchio

È la leva più sottovalutata. Far evaporare l'acqua costa molto: servono circa 627 wattora per far passare allo stato di vapore un chilogrammo d'acqua già a 100 °C. Significa che ogni cento grammi che se ne vanno in vapore dalla pentola scoperta portano via circa 63 Wh, più di quanti ne servano per scaldare mezzo litro d'acqua da 20 a 100 °C. Il coperchio riduce l'evaporazione e accorcia i tempi: è il gesto con il miglior rapporto tra fatica e risparmio.

La quantità d'acqua

Ogni litro d'acqua in meno nella pentola della pasta sono 93 wattora di energia utile risparmiati, circa 0,11 kWh prelevati dalla rete. Per 200 grammi di pasta non servono quattro litri: bastano due, con il coperchio fino al bollore.

Il diametro della pentola

Sull'induzione il campo magnetico si accoppia con il fondo ferromagnetico. Se la pentola è più piccola della zona, una parte dell'induttore lavora a vuoto e il rendimento scende; se è troppo piccola, la zona non la riconosce nemmeno. La regola pratica è semplice: il fondo deve coprire la zona, non il contrario. Per questo le zone da 14,5 cm esistono e vanno usate con i pentolini.

Il calore residuo

Il vetro sotto la pentola resta caldo e la pentola stessa accumula calore. Spegnere due o tre minuti prima della fine, con il coperchio, porta a termine molte cotture senza assorbire altra energia. L'indicatore di calore residuo serve esattamente a rendere visibile questa riserva.

Il booster fa consumare di più?

È la domanda più frequente e la risposta è controintuitiva: no, o comunque non nel modo in cui si teme.

La funzione booster, che Bosch chiama PowerBoost e dichiara come fino al 50% di potenza in più, prende temporaneamente potenza dalle altre zone per concentrarla su una sola. Assorbe di più, ma per meno tempo. L'energia necessaria a portare a bollore un litro d'acqua è sempre quella: quello che cambia è in quanti minuti la prelevi.

Anzi, riducendo il tempo si riducono anche le dispersioni verso l'ambiente e l'evaporazione, quindi il bilancio complessivo tende a essere leggermente favorevole al booster nella fase di riscaldamento. Il problema nasce quando il booster resta inserito dopo che l'acqua bolle: a quel punto stai pagando potenza per far evaporare acqua, non per cuocere. Il booster serve ad arrivare a bollore, non a mantenerlo.

Il contatore: bastano 3 kW?

Nella grande maggioranza dei casi sì, ed è una preoccupazione più diffusa del necessario. La potenza dichiarata sul piano è la somma teorica di tutte le zone al massimo contemporaneamente, una condizione che non si verifica cucinando normalmente.

Tutti i piani a induzione moderni hanno inoltre una funzione di limitazione o gestione della potenza, che si imposta una volta sola in fase di installazione: si fissa un tetto e l'elettronica ridistribuisce la potenza disponibile tra le zone attive, riducendo quella secondaria invece di far scattare il contatore.

Con 3 kW l'attenzione va posta sulle sovrapposizioni: piano acceso mentre partono forno, lavastoviglie o asciugatrice. Il passaggio a 4,5 kW è il compromesso più sensato per chi cucina spesso su tre zone insieme; 6 kW ha senso solo se in casa ci sono anche una pompa di calore o la ricarica di un'auto elettrica. Va ricordato che aumentare la potenza impegnata alza la quota fissa della bolletta, quindi non è una scelta gratuita.

Perché il piano cottura non ha la classe energetica

Se cerchi la classe A-G del tuo piano cottura non la trovi, e non è una mancanza del venditore. Il Regolamento delegato (UE) 65/2014, quello che ha introdotto l'etichetta energetica in questa famiglia di prodotti, riguarda forni e cappe da cucina per uso domestico: i piani cottura non vi rientrano.

Ai piani si applica soltanto il Regolamento (UE) 66/2014 sulla progettazione ecocompatibile, che fissa requisiti minimi obbligatori per poter vendere il prodotto in Europa e impone la dichiarazione del consumo in Wh/kg. Requisiti minimi, non una scala di merito visibile al consumatore.

Quindi, quando su un annuncio vedi indicata una classe energetica accanto a un piano cottura, quasi sempre appartiene al forno abbinato nella stessa offerta. Se vuoi capire come funziona davvero la scala A-G e dove si applica, l'abbiamo spiegata nella guida alla lettura dell'etichetta energetica.

Errori da evitare

Confrontare i kilowatt invece dei Wh/kg. La potenza di allacciamento non dice nulla sul consumo. Se proprio vuoi confrontare due piani su questo terreno, l'unico dato omogeneo è quello dichiarato ai sensi del Regolamento 66/2014.

Pensare che un piano da 80 cm consumi più di uno da 60. I dati ufficiali dicono il contrario: a parità di configurazione delle zone, il valore dichiarato è identico. Il formato è una scelta di spazio e di ergonomia.

Cercare la classe energetica del piano. Non esiste. Se un venditore te la indica, sta descrivendo altro.

Usare l'area flessibile come zona predefinita. Serve per le pentole difficili. Per la pentola dell'acqua di tutti i giorni c'è la zona circolare giusta, e dichiara qualche punto percentuale in meno.

Tenere il booster inserito dopo il bollore. Non accelera la cottura della pasta, che avviene comunque a 100 °C: fa solo evaporare acqua più in fretta.

Ricavare il rendimento dai Wh/kg. Il valore misura un ciclo di prova completo, pentola compresa. Non è la percentuale di energia che finisce nel cibo.

La scelta Portos

Sul consumo, la conclusione onesta è che i piani a induzione si assomigliano molto. Meno di due punti percentuali tra i modelli che abbiamo verificato, e anche allargando al meglio del mercato si resta in un intervallo che, tradotto in euro, vale qualche moneta l'anno. Chi sceglie un piano cottura per i Wh/kg sta ottimizzando la variabile sbagliata.

Le variabili giuste sono due, e nessuna delle due è sulla scheda energetica. La prima è quanto e come cucini: coperchio, quantità d'acqua, diametro della pentola e calore residuo spostano il consumo annuo molto più di qualunque differenza tra apparecchi. La seconda è quanto paghi il kWh, che nel giro di due trimestri può cambiare più di quanto cambi un modello rispetto a un altro.

Quindi scegli il piano per le cose che userai ogni giorno: il numero e il diametro delle zone rispetto alle tue pentole, la presenza di un'area flessibile se cucini con teglie e pesciere, la qualità dei comandi, la funzione di limitazione della potenza se hai 3 kW al contatore. Poi, se stai ancora decidendo tra le due tecnologie, il conto vero da fare non è sul consumo ma sul costo del vettore energetico: lo trovi nel confronto tra piano a induzione e piano a gas. E se il forno lo cambi insieme al piano, lì l'etichetta energetica esiste davvero e conviene leggerla: ne parliamo nella guida alla scelta del forno da incasso.

Fonti

  • Informazioni di prodotto ai sensi del Regolamento (UE) 66/2014, Bosch: PUE611BB5J, PVS631FB5E, PVS831HB1E

  • Regolamento (UE) n. 66/2014 della Commissione, specifiche per la progettazione ecocompatibile di forni, piani cottura e cappe da cucina per uso domestico (EUR-Lex)

  • Bosch Italia, piani cottura a induzione: descrizione della funzione PowerBoost

  • ARERA, aggiornamento delle condizioni economiche di Maggior Tutela per il III trimestre 2026

  • Topten.it, criteri di selezione per i piani cottura

  • Norma EN 60350-2, metodi di misura delle prestazioni dei piani cottura elettrici per uso domestico

Dati verificati sulle fonti indicate a settembre 2026. I consumi per singola cottura sono stime calcolate con il metodo descritto nel testo, non misure di laboratorio: Portos non ha provato fisicamente gli apparecchi citati.

Domande Frequenti

Circa 0,11 kWh, cioè meno di quattro centesimi di euro al prezzo di riferimento regolato di settembre 2026. Il calcolo è verificabile: scaldare un chilogrammo d'acqua di un grado richiede 1,163 wattora, quindi portare un litro da 20 a 100 gradi richiede 93 wattora di energia utile. Poiché l'induzione trasferisce alla pentola circa l'85-90% dell'energia che assorbe, alla presa ne servono circa 107. Con il coperchio il tempo si accorcia e il consumo scende ancora un po'.
Dipende da quanto cucini e da quanto paghi l'energia. Una coppia che prepara un pasto caldo al giorno consuma indicativamente 180-250 kWh l'anno, una famiglia di quattro che cucina pranzo e cena arriva a 350-450 kWh. Al prezzo di riferimento ARERA per il terzo trimestre 2026, pari a 31,63 centesimi al kWh tasse incluse, si va rispettivamente da 57 a 79 euro e da 111 a 142 euro l'anno. Sul mercato libero il prezzo è quello scritto in bolletta e il conto va rifatto con quel valore.
Non nel modo in cui si teme. Il booster, che Bosch chiama PowerBoost e dichiara come fino al 50% di potenza in più, assorbe di più ma per meno tempo: l'energia necessaria a portare a bollore una pentola resta la stessa, cambia solo in quanti minuti la prelevi. Riducendo il tempo diminuiscono anche le dispersioni verso l'ambiente, quindi nella fase di riscaldamento il bilancio tende a essere leggermente favorevole. Il consumo inutile arriva se lasci il booster inserito dopo il bollore: a quel punto stai solo facendo evaporare acqua.
No, e i documenti ufficiali dei produttori lo dimostrano. Il consumo dichiarato ai sensi del Regolamento (UE) 66/2014 è espresso in wattora per chilogrammo di carico, non per apparecchio: due piani Bosch con la stessa configurazione di zone, uno da 60 e uno da 80 centimetri, dichiarano entrambi 178,3 Wh/kg. Il formato più largo è una scelta di spazio e di comodità, non una voce di bolletta. Quello che cambia leggermente il valore dichiarato è il tipo di zone, non la larghezza del piano.
No. Il Regolamento delegato (UE) 65/2014, che ha introdotto l'etichetta energetica in questa famiglia di prodotti, riguarda soltanto i forni e le cappe da cucina per uso domestico. Ai piani cottura si applica unicamente il Regolamento (UE) 66/2014 sulla progettazione ecocompatibile, che fissa requisiti minimi obbligatori e impone la dichiarazione del consumo in Wh/kg, ma non prevede alcuna scala da A a G. Se in un annuncio vedi una classe energetica accanto a un piano cottura, quasi sempre appartiene al forno abbinato.

Potrebbe interessarti anche...